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Covid, Bassetti: “Ospedali al collasso? La colpa è di chi semina panico”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 9 Nov. 2020 alle 08:41 Aggiornato il 9 Nov. 2020 alle 15:08
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Covid, Bassetti: “Ospedali al collasso? La colpa è di chi semina panico”

“Se oggi le strutture sanitarie in Italia rischiano il collasso a causa del Covid-19 è anche perché sono assediate da migliaia di persone asintomatiche o poco sintomatiche che si potrebbero tranquillamente curare a casa e che invece prendono d’assalto i pronto soccorso, intasano i centralini degli ospedali, fanno perdere tempo ai medici”: a dirlo, in un’intervista rilasciata a Libero, è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, componente della task force Covid-19 della Regione Liguria e da pochissimo tempo coordinatore della commissione sui ricoveri dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.

Il medico, che a giugno scorso insieme al professore del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo e altri colleghi come Giorgio Palù e Arnaldo Caruso aveva sottoscritto il manifesto dei “pragmatici” – secondo cui del Coronavirus esistevano ormai “pochi sintomi” e chi contraeva il Covid-19 correva un bassissimo rischio di aggravarsi perché la carica virale era diventata meno contagiosa – ha aggiunto che “tutto questo avviene perché le persone sono state spaventate dalle istituzioni, che avrebbero invece dovuto tranquillizzarle”. Secondo l’infettivologo, “il Covid è stato ingigantito: è il panico e la paura di finire intubato che fa esplodere il sistema sanitario non i malati. Se ricevo cento telefonate al giorno da chi non sta male, come curo i malati veri?”.

Per Bassetti, “la comunicazione è stata sbagliata. Terrorizzare le persone può aiutare a farle stare in casa, ma a livello ospedaliero gestire una popolazione nel panico genera solo caos. Invece andava detto che il Coronavirus sta facendo danni enormi, ma che la maggioranza dei positivi è asintomatica o poco sintomatica e che il virus ha una letalità inferiore all’1 per cento e fa male soprattutto a pazienti anziani e con la salute già compromessa”. Infine, alla domanda sul perché allora spesso ci sono casi gravi anche tra i più giovani, Bassetti ha dichiarato: “Perché è una brutta infezione e concorrono tanti fattori: la genetica, le condizioni di salute, lo stato delle difese immunitarie nel momento del contagio, la carica virale introiettata. Ma già prima della comparsa del Covid, la polmonite contratta fuori dall’ospedale era la quinta causa di morte nel mondo, e uccideva anche cinquantenni e bambini”.

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