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Covid, il genetista Paolo Gasparini lancia l’allarme: “Gli anticorpi svaniscono presto e i test potrebbero non rilevarli. In Italia possibili 6 milioni di contagi”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 2 Ott. 2020 alle 12:27
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Covid, l’allarme del genetista: “Gli anticorpi svaniscono, possibili 6 milioni di contagi in Italia”

“Gli anticorpi svaniscono presto, in Italia i contagi di Covid potrebbero superare i 6 milioni”: a lanciare l’allarme è Paolo Gasparini, docente di genetica all’Università di Trieste e direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata dell’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste. Intervistato da Il Messaggero, infatti, Gasparini ha dichiarato: “Sulla base di uno studio che abbiamo condotto al Burlo Garofalo, in cui abbiamo dimostrato che gli anticorpi sviluppati a seguito del contagio, dopo poco tempo non risultano più rilevabili nel sangue. È come se sparissero. Quindi, con i nostri attuali strumenti non siamo in grado di individuare tutte le persone colpite dal virus”.

Secondo il genetista questo vuol dire che il numero degli italiani contagiati dal Coronavirus potrebbe essere molto più alto. “A luglio le stime dell’Istat indicavano circa 1,5 milioni di persone contagiate. Ma quando è stata effettuata la rilevazione probabilmente gli anticorpi cominciavano già a scomparire. Noi stimiamo circa 6 milioni di contagiati.È ovviamente solo una stima approssimativa, ma è più vicina al numero reale del fenomeno”. Gasparini, poi, racconta di un test effettuato tra aprile e luglio su 720 dipendenti dell’ospedale, sia amministrativi in smartworking che operatori sanitari a contatto con i pazienti malati e il risultato è stato che: “In una prima rilevazione effettuata tra fine marzo e inizi aprile abbiamo scoperto che il 17 per cento era positivo e che aveva sviluppato gli anticorpi. In molti casi si trattava di persone asintomatiche o paucisintomatiche, che non sospettavamo nemmeno che fossero positive”.

Tornando a parlare degli anticorpi, poi, Paolo Gasparini aggiunge: “La quantità degli anticorpi si riduce drasticamente nel tempo tanto che non sono più rilevabili con gli attuali test a nostra disposizione. Io stesso, che avevo scoperto di essermi ammalato, ora non ho più gli anticorpi che dimostrano la mia passata positività. Ci domandiamo se gli attuali test sierologici determinano o meno se una persona è stata contagiata o meno in passato. E ci chiediamo quanto durerà l’efficacia di un futuro vaccino. È possibile che potremmo ammalarci più volte. Tuttavia è anche possibile che il nostro sistema immunitario conservi in memoria il virus e che metta in circolo gli anticorpi solo nel momento in cui diventa necessario e che è per questo che dopo un pò non riusciamo a rivelarli con i nostri test”.

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