Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 00:12
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Migranti, la Corte Ue dice no ai rimpatri forzati anche per chi perde lo status di rifugiato

Immagine di copertina

Corte Ue rimpatri forzati | Un migrante in fuga da un territorio in cui rischia di essere torturato o perseguitato non può essere rimpatriato nel suo paese d’origine, anche nel caso in cui abbia perso lo status di rifugiato. A dichiaralo è la Corte di giustizia dell’Unione europea, in una sentenza pubblica che fa riferimento al diritto europeo e alla Convenzione di Ginevra sui diritti umani.

> Salvini: “Sono l’avversario di chi vuole i porti aperti”

Le direttive – La Corte Ue fissa così del punti fermi sul tema rimpatri. Lo status di rifugiato è regolato da una direttiva del 2011, ma la scelta di rimpatrio, secondo la Corte, prescindere da questo regolamento.

Più precisamente, la revoca dello status di rifugiato (che spesso avviene per mancanza dei documenti richiesti o per tempistiche burocratiche che si allungano) non fa correre il rischio di rimpatrio per la persona in questione.

Il commento di Salvini – Il ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini, non ha aspettato per commentare la decisione della Corte Ue: “Ecco perchè è importante cambiare questa Europa, con il voto alla Lega del 26 maggio. Comunque io non cambio idea e non cambio la legge: i ‘richiedenti asilo’ che violentano, rubano e spacciano, tornano tutti a casa loro. E nel Decreto Sicurezza Bis norme ancora più severe contro scafisti e trafficanti”, ha affermato Salvini.

I casi – La Corte con sede in Lussemburgo si è soffermata su questa particolare condizione dopo il caso di due cittadini, uno ivoriano e uno congolese, che si sono visti revocare lo status di rifugiato o negare il riconoscimento in Belgio e Repubblica Ceca, perché considerati una minaccia alla sicurezza o condannati per un reato particolarmente grave per la comunità dello Stato membro ospitante.

Secondo i giudici, le disposizioni in materia di rifugiati sono valide, ma la decisione di revocare o rifiutare il riconoscimento dello status di rifugiato non privano le persone dei diritti della Convenzione di Ginevra. Ecco perché il rimpatrio viene vietato.

> Migranti: la Germania accelera i rimpatri per l’Italia, ma il Viminale smentisce

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Pronto un nuovo decreto: green pass su treni e aerei, scuola in presenza da settembre
Cronaca / 16 morti e 6.513 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività al 2,4%
Cronaca / È di uno studente universitario di 23 anni il cadavere trovato carbonizzato vicino a Pisa
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Pronto un nuovo decreto: green pass su treni e aerei, scuola in presenza da settembre
Cronaca / 16 morti e 6.513 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività al 2,4%
Cronaca / È di uno studente universitario di 23 anni il cadavere trovato carbonizzato vicino a Pisa
Cronaca / Tre regioni rischiano il passaggio in zona gialla entro fine agosto
Cronaca / Immunizzato il 59,1% della popolazione
Cronaca / Brusaferro: "Vaccinati? Pochi rischi ma possono contagiare"
Cronaca / Lazio, il consigliere no vax Barillari si punta una pistola al braccio: "Il vaccino è una roulette russa"
Cronaca / 18 morti e 6.619 casi nell'ultimo giorno: tasso di positività al 2,7%
Cronaca / “Vi aspetto in terapia intensiva, con un pizzico di piacere”: infermiere punito per un post contro i no vax
Cronaca / Pisa, operai licenziati dopo aver scioperato per il salario: la denuncia della Cgil