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Matteo Salvini: “Nel 2019 meno sbarchi, sono l’avversario di chi rimpiange i porti aperti”

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Matte Salvini porti aperti | Matteo Salvini torna a battere uno dei suoi temi preferiti: la chiusura dei porti. A poche ore dal varo del decreto sicurezza bis, che si è già attirato le critiche di opposizione e dei suoi stessi alleati, torna a ribadire: “Un migliaio di persone sbarcate dal primo gennaio 2019 contro le quasi 10.000 dello stesso periodo di un anno fa, dati aggiornati a stamattina”.

Nelle ore scorse aveva ricevuto critiche per la sua politica poco incisiva sui rimpatri. “I rimpatri nel 2019 sono 2.301 (più del doppio degli arrivi), di cui 2.179 forzati (dato aggiornato al 5 maggio) e 122 volontari assistiti (dato aggiornato al 7 aprile). Nel 2019 c’è stato un cadavere recuperato e 402 dispersi (stima Unhcr) contro i 23 morti accertati del 2018, anno in cui la stima dei deceduti e dispersi toccò quota 2.277. Nel 2016 (governo di centrosinistra) ci furono 390 morti accertati e 5.096 dispersi”, dice Salvini.

Il ministro dell’Interno rivendica i successi, che i suoi alleati M5s negano: “Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi, meno morti in mare. Se qualcuno rimpiange i porti aperti che portavano in Italia più clandestini e facevano morire in mare più persone, sappia che avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile”, dice ancora.

I pm di Agrigento intanto hanno smentito la notizia secondo la quale l’equipaggio della nave Mare Jonio sarebbe indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La notizia era circolata dopo il sequestro della nave che era sbarcata a Lampedusa.

Si tratta di un’ipotesi di reato della polizia giudiziaria. La procura di Agrigento sarà chiamata entro lunedì a pronunciarsi sul sequestro della nave.

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