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Scienziati di Oxford: “Vaccino in ritardo se i contagi calano. Meglio che il virus resista ancora”

I ricercatori avevano parlato di due mesi di sperimentazione, ma se i dati continueranno a scendere potrebbero volercene 6

Di Anna Ditta
Pubblicato il 27 Mag. 2020 alle 09:29 Aggiornato il 27 Mag. 2020 alle 11:27
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Elisa Granato, ricercatrice italiana tra i mille volontari coinvolti nella sperimentazione del prototipo del vaccino sviluppato nei laboratori di Oxford. ANSA/BBC

Scienziati di Oxford: “Vaccino in ritardo se i contagi calano. Meglio che il virus resista ancora”

Il calo dei contagi da Covid-19 nel Regno Unito, in Italia e negli altri paesi rischia di provocare un ritardo nel procedimento per la messa a punto di un vaccino per il Coronavirus. A sottolinearlo sono i ricercatori dell’Università di Oxford, che stanno lavorando alla sperimentazione insieme all’azienda Advent Irbm di Pomezia. Con la diminuzione dei casi, infatti, gli scienziati avranno bisogno di tempi più lunghi per verificarne l’efficacia, e necessariamente la ricerca rallenterà.

“In precedenza avevamo detto che c’era l’80 percento di possibilità di sviluppare un vaccino efficace entro settembre, ma ora quelle possibilità si sono ridotte al 50 percento”, ha dichiarato Adrian Hill, uno dei ricercatori. “Ci troviamo in questa bizzarra situazione in cui vogliamo che il Covid resista, almeno un altro po’”, ha aggiunto. All’inizio gli esperti avevano parlato di due mesi di sperimentazione, ma se i dati continueranno a scendere potrebbero volercene 6.

Per la sperimentazione di un vaccino bisogna reclutare un gruppo di volontari disposti a farsi iniettare il prodotto. Metà di loro riceverà effettivamente il vaccino contro il Coronavirus, l’altra metà un placebo, che nel caso di Oxford sarà un vaccino contro il meningococco. I volontari condurranno poi la loro vita normale, e se alla fine del periodo prestabilito i loro contagi saranno inferiori rispetto alla popolazione generale e al gruppo con il placebo, si potrebbe partire con la somministrazione a tutti. Ma con il calo dei casi per verificare la protezione dal contagio occorrerà aspettare di più.

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