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Coronavirus, l’immunologa Antonella Viola: “La cura al plasma ha effetti collaterali e non è poco costosa”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 8 Mag. 2020 alle 12:02 Aggiornato il 8 Mag. 2020 alle 12:08
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Immagine di copertina
L'immunologa dell'IRP Antonella Viola

L’immunologa Viola: “Cura al plasma costosa”

Antonella Viola, immunologa dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP) di Padova e ospite fissa della trasmissione Piazzapulita, durante la puntata di giovedì 7 maggio del programma di La7 ha espresso le sue perplessità sulla cura al plasma, che tanto sta facendo discutere da quando la prima sperimentazione all’Ospedale di Mantova ha dato riscontri confortanti. L’immunologa ha voluto fare chiarezza, smentendo le teorie del complotto circolate sui social secondo cui governo e case farmaceutiche vorrebbero nascondere gli effetti benefici della plasmaterapia. Anche Matteo Salvini, negli scorsi giorni, ha pubblicato con insistenza post e tweet in cui parla della cura sperimentata dal professore Giuseppe De Donno, chiedendosi perché l’esecutivo non l’abbia adoperata in modo più estensivo, addirittura come un rimedio che possa essere sostituito al vaccino.

“C’è stato un gran discutere sul plasma come di qualcosa di sostitutivo al vaccino. È una cura, non è una prevenzione. E non è una novità, la conosciamo da 100 anni, ma non è né semplice né poco costosa. Ha effetti collaterali e non è qualcosa che le case farmaceutiche stanno nascondendo”, ha sottolineato Viola. In un’intervista a TPI, anche il professore Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità ha chiarito che la plasmaterapia e il vaccino sono due rimedi completamente differenti, e che è possibile svilupparli entrambi senza che siano in contraddizione. Sulla cura al plasma, Rezza ha dichiarato: “È certamente una risorsa, ma non è come dare una pasticca: bisogna trovare donatori che abbiano un alto livello di anticorpi e soprattutto che siano compatibili con chi riceve. È un po’ laboriosa e applicarla su larga scala è complicato. Al contrario, quando i casi diminuiscono e i donatori sono tanti, allora è molto più facile e redditizia. Ovviamente non sostituisce i farmaci antivirali né tanto meno un vaccino che speriamo possa arrivare il più presto possibile”.

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