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Coronavirus, Giovanni Rezza spiega perché il virus potrebbe attenuarsi in estate

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Coronavirus, Giovanni Rezza spiega perché il virus potrebbe attenuarsi in estate

Il Coronavirus potrebbe attenuarsi in estate? Il merito è del caldo? A dare una risposta è il dottor Giovanni Rezza, in collegamento con Otto e Mezzo su La7. La teoria che bazzica da tempo ha qualche base scientifica, prendendo come punto di riferimento tutti quei virus respiratori che, con l’arrivo della bella stagione, mostrano livelli di contagio inferiore.

Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha però puntualizzato che non vi è alcun legame con le temperature alte, bensì il dato deriva statisticamente da fattori sociali. “Non si tratta tanto del caldo. Si sa, infatti, che in inverno c’è una maggiore proliferazione dei virus respiratori perché, con il freddo, passiamo più tempo in luoghi chiusi che, inevitabilmente, sono affollati. Accade così per tutti i virus respiratori che, con la stagione estiva, diminuiscono la propria fonte di contagio. Sono, infatti, chiuse le scuole, poi lo sono (e lo saranno) anche le aziende e gli uffici. I mezzi pubblici sono meno affollati”.

A fare la differenza dunque è il tempo che si trascorre all’aperto, evitando luoghi chiusi e affollati. E il caldo, invece? Secondo Rezza, “le famose goccioline che escono dalla nostra bocca si seccano prima con le alte temperature sulle varie superfici. Sappiamo, però, che la maggior parte dei contagi da Coronavirus dipende dal distanziamento tra le persone e non propriamente dai contatti con le superfici”. In conclusione, la teoria secondo cui il contagio da Coronavirus potrebbe diminuire con l’arrivo del caldo non è attendibile.

Giovanni Rezza: “Se riapriamo tutto subito c’è rischio catastrofe”

Il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha poi spiegato a Omnibus, sempre su La7: “Se riapriamo tutto subito c’è un rischio catastrofe. Il nemico non sono gli interventi, ma il virus. Noi facciamo scenari e modelli matematici, da quelli peggiori ai migliori. Riaprendo tutto subito potremmo avere situazioni catastrofiche”.

“Questo è un virus insidioso, ad ogni riapertura si associa un rischio. non voglio fare facile retorica ma ricordiamoci le bare di Bergamo”, ha concluso Rezza.

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