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Tre bambini di Como sono ricoverati con la sindrome di Kawasaki legata al Covid

Di Antonio Scali
Pubblicato il 2 Dic. 2020 alle 08:28
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Hanno soltanto cinque, tre e due anni e sono residenti in comuni della provincia di Como: i tre bambini sono stati ricoverati nelle scorse ore all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della battaglia con sindrome di Kawasaki potenzialmente correlata al Covid-19. Lo rende noto l’Asst Lariana. Una notizia che ha subito messo in allerta la popolazione locale.

Per due dei tre piccoli, inoltre, si è reso necessario il trasferimento nelle terapie intensive pediatriche di Bergamo, ospedale Papa Giovanni XXIII, e di Milano, ospedale Buzzi, visto l’interessamento infiammatorio del tessuto cardiaco (miocardite). Il terzo bimbo è tuttora ricoverato al Sant’Anna dove si stanno ultimando i necessari accertamenti.

La malattia di Kawasaki è piuttosto rara: si tratta di una patologia infiammatoria che colpisce i vasi sanguigni (vasculite) e riguarda in genere i bambini di età inferiore ai cinque anni. Tra i sintomi principali, febbre alta da oltre tre giorni, congiuntivite, eruzioni cutanee, gonfiore e/o arrossamento delle mani e dei piedi.

Secondo gli studi finora prodotti, la Kawasaki potrebbe essere favorita da una reazione immunitaria eccessiva ad un’infezione, reazione che il Covid, appunto, potrebbe provocare. Ad ipotizzarlo è ad esempio un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet dalla Pediatria dell’ospedale di Bergamo sul legame tra Covid-19 e la malattia di Kawasaki.

“Nessuna paura e nessun allarme – osserva il primario della Pediatria del Sant’Anna, Angelo Selicorni – I genitori devono essere attenti a monitorare una serie di campanelli d’allarme che i pediatri di famiglia ben conoscono: oltre ad una febbre alta da più giorni, comparsa di congiuntivite, labbra o bocca secche, uno stato di debolezza generale, arrossamento e/o gonfiore delle mani e dei piedi e aumento di dimensione di alcuni linfonodi. In questi casi è necessario approfondire la situazione con accertamenti mirati ed attivare le terapie necessarie”.

“Considerato il numero di casi che si sono registrati – osserva il direttore generale di Asst Lariana, Fabio Banfi – abbiamo offerto ad Ats Insubria la possibilità di organizzare un incontro on-line dei nostri medici con i pediatri del territorio, e se servisse anche della provincia di Varese, per presentare la sintomatologia emersa e i segnali da non sottovalutare”.

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