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“Quella foto sul corso ci ha rovinati e Gori non ci difende”: parlano i commercianti di Bergamo

Di Franco Bagnasco
Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 17:48 Aggiornato il 26 Mag. 2020 alle 18:06
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Immagine di copertina

Movida fuori controllo o eccesso di legittima difesa dal virus? Mai come in questo periodo i provvedimenti di Regioni e Comuni a tutela della salute pubblica rischiano di creare seri danni a tante attività che vivono proprio di quotidiano confronto col pubblico. Si viaggia su un crinale irto d’ostacoli e pericoloso. Tanto che tra i commercianti di Bergamo la questione, in un lampo, è finita in polemica.

Dopo che sui social la scorsa settimana è diventata virale, localmente e poi in tutta Italia, una foto della cosiddetta “Corsarola” (due vie della città alta a grossa concentrazione di negozi e di passeggio) che sembrava intasata di gente poco intenzionata a rispettare il dogma dei distanziamenti sociali e delle protezioni individuali, il sindaco Giorgio Gori è corso subito ai ripari. Disponendo in quel nobile tratto, a partire dal weekend successivo (cioè lo scorso), una circolazione pedonale a senso unico. Il sabato dalle 11 alle 23 e la domenica dalle 11 alle 20. Risultato? La gente è pressoché sparita danneggiando i negozi.

“Quella foto pubblicata sul quotidiano locale e circolata sui social, fatta con lo zoom da una prospettiva schiacciata, lasciava supporre che qui ci fosse un grande assembramento. Non era affatto così” dice Maurizio Bufo, titolare del ristorante di specialità siciliane Il sole in bocca, aperto quattro anni fa. “D’accordo, via Colleoni è stretta, si arriva appena a tre metri in alcuni punti, ma non ci sono mai stati né la classica movida né assembramenti. Preoccupato evidentemente per i giudizi di una parte dell’opinione pubblica, il Sindaco ha varato questo senso unico pedonale che ci ammazza, perché chi passeggia, un po’ per paura, un po’ per comodità, ha deciso immediatamente di rinunciare a un giro obbligato totalmente assurdo. Il risultato è che quando in una domenica normale pre-Coronavirus “scontrinavo” 1.500 euro e in un giorno feriale 400, sabato ne ho battuti 134 e domenica 236 in tutto. Se ci fanno riaprire devono darci la possibilità di lavorare adeguatamente. Altrimenti, se vogliono farci chiudere in un mese, questo è il metodo giusto. Tutto ciò è avvenuto senza neppure interpellarci. Abbiamo un’associazione, Le botteghe di Città Alta. Bastava sentire quella. Invece l’assessore al Turismo difende l’operato del sindaco, perché è della stessa parrocchia. Anzi, di recente Gori ha postato una foto dov’era seduto nel ristorante dell’assessore. Bastava metterla senza il nome del locale e del titolare. Sarebbe stato forse meglio evitarla, questa pubblicità… Comunque, affari loro. Io so solo che dopo tre mesi di chiusura il proprietario dei muri del mio locale vuole entro 15 giorni il pagamento di tre mesi d’affitto. Non riusciamo. Abbiamo proposto un pagamento dilazionato in 10 rate, ma non ne vuole sapere. Questa è la situazione. Nessuno vuole elemosine, ma dobbiamo essere tutelati. Mettano più vigili. Bergamo è una città ricca: mettano bus gratuiti per il pubblico pagati dal comune – o con un parziale contributo di noi commercianti – verso la città alta. Confrontandosi si possono trovare tante soluzioni. Non questa”.

Sostanzialmente dello stesso parere anche Sara Bibi Locatelli, titolare di un concept store che si affaccia sulla “Corsarola”: “Domenica nel mio negozio sono entrate appena due persone, e una di queste era una cliente abituale. Questa storia della foto, che non rispecchiava la realtà e che criminalizzava la gente al passeggio, e le misure prese in seguito dal comune ci hanno fortemente danneggiati. Sembrava quasi che non ci fosse rispetto per i tanti morti di Bergamo. La verità è che qui non c’è mai stato nessun assembramento, e ne sono testimone diretta, affacciandomi sulla strada. Invece c’è stata gogna mediatica che ha fatto male a tutti noi, e sulle misure prese, sproporzionate, mi vien da dire: la salute prima di tutto, ok. Ma ora evitiamo di fare danni peggiori all’economia. Sono molto amareggiata. Ieri ci siamo visti in 70 commercianti della città alta per fare il punto e i nostri rappresentanti torneranno oggi a incontrare il Comune”.

A seguito dell’incontro (o comunque di alcuni primi abboccamenti) parla, con toni più concilianti e sfumature, Maurizio Pirovano, Presidente dell’associazione Le botteghe di città alta: “Abbiamo richiesto un incontro all’Amministrazione e c’è già la disponibilità da parte del Sindaco a dialogare. Si sta trovando una strada. Ferma restando la priorità assoluta, che è quella della sicurezza e della necessità di evitare assembramenti, posso dire che probabilmente già dal prossimo weekend gli orari del senso unico pedonale saranno ridotti. E poi si applicherà il criterio della flessibilità. Ovvero, con l’utilizzo immagino di più vigili nei punti strategici, se in un determinato momento la via sarà vuota o quasi, sarà reso possibile passare nei due sensi”.

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