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Prima insulta Carola con frasi sessiste, poi le chiede scusa: “Ero ubriaco, ma non voto Lega, sono grillino”

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 29 Giu. 2019 alle 21:06 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:31
Immagine di copertina
Carola Rackete

L’autore delle frasi sessiste urlate con la capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete, uno di quelli che oggi sta rimbalzando su tutti i social, è stato rintracciato da un giornalista dell’agenzia Adnkronos e ora si pente: “Le chiedo scusa, ero ubriaco. Ho esagerato. Ma io non voto Lega, sono del M5S”. [Qui il riassunto della vicenda Sea Watch]

Era ubriaco, ha esagerato, dice, e non vota Lega, vota Movimento 5 Stelle. E la frase sembra la fotografia perfetta di questo governo in cui Salvini impera e il Movimento 5 Stelle è il suo utile idiota, cameriere di una politica che è esplosa in tutta la sua ferocia in queste ultime ore e vassallo di un ministro che continua a vomitare bile in dirette Facebook che umiliano il Paese in tutto il mondo.

Se è vero che il presidente della Camera Roberto Fico prova faticosamente a prendere le distanze il cuore pulsante del Movimento (i suoi dirigenti e i suoli elettori) insistono nel farsi portare alla deriva dalla Lega e il suo Capitano. E nonostante tutti gli sforzi di Di Maio (che continua a esibirsi in un mero democristianesimo 2.0) di parlare d’altro e di apparire equilibrato (in un momento in cui invece è obbligatorio prendere una posizione) non c’è da parte dei pentastellati nessun colpo di coda: lo svuotamento del Movimento 5 Stelle non è solo elettorale ma appare sempre più politico, incastrato nella spaccatura che Salvini ha provocato nel Paese, incapaci di apparire altro rispetto alla versione omeopatica del salvinismo.

Davvero nello spirito del Movimento 5 Stelle che avrebbe dovuto rivoluzionare la politica Italian rientrano gli insulti, la bile e la guerra a tutto campo contro i disperati? Siamo sicuri che sia solo colpa di Salvini l’avere trasformato il dibattito politico in un agone tra tifosi di opposte fazioni incapaci di dialogare tra loro e dedite solo agli insulti gli uni contro gli altri? Non è forse che Salvini abbia semplicemente sfruttato l’onda di indignazione come arma politica sdoganata proprio dal Movimento 5 Stelle?

Se nessuno al governo ha qualcosa da dire alle pagliacciate del ministro dell’Interno e se si insiste nell’accettare le sue continue campagne d’odio è sempre più evidente che il Movimento 5 Stelle e la Lega siano semplicemente le due facce di una stessa medaglia, con il solito rito del poliziotto buono e del poliziotto cattivo che fanno comunque lo stesso lavoro e perseguono lo stesso risultato. Non c’è differenza tra l’essere immorali e rimanere silenti di fronte all’immoralità, non basterà dire poi noi non potevamo farci niente. La storia giudicherà questo governo nel suo insieme.

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