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Caivano, la mamma di Ciro: “Anche se non ho studiato, ho capito che è la sua natura”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 14 Set. 2020 alle 19:19
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Immagine di copertina

“I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace”. Un breve messaggio ma pieno di significato quello pubblicato su Facebook dalla mamma di Ciro, il ragazzo trans che aveva una relazione con Maria Paola, dopo la tragedia di Caivano. La donna ha poi accusato apertamente il fratello di Maria Paola, Michele, “di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans”.

Una morte drammatica quella della 22enne che riaccende i riflettori sulle difficoltà che ancora oggi molti giovani, soprattutto in alcune zone d’Italia, vivono nel poter liberamente scegliere chi essere e chi amare. Un’ignoranza di fondo che si fa ancor più bieca quando si parla di transessualità. Eppure le parole della mamma di Ciro, Rosa, lasciano un barlume di speranza.

Non è stato facile per Ciro, all’anagrafe Cira, vivere in un corpo che non sentiva suo. Già a 15 anni, infatti, avvertiva di essere un uomo dentro il corpo di una donna. “Ne ho parlato subito con mia madre”, ha detto Ciro, “ci ha messo cinque anni per accettarlo, ma non mi ha mai lasciato solo”. Una madre che, pur nella difficoltà dell’accettazione, ha messo l’amore per il figlio davanti a tutto. Contro ogni pregiudizio. “Non volevo ammetterlo, sono sincera. Ho sofferto. Ho pianto”, ha detto Rosa, ricordando i momenti difficili di quando ha scoperto la natura di suo figlio.

Dopo quella fase iniziale, però, la donna va avanti: “Non l’ho mai trattato male. Non ci ho mai pensato a cacciarlo di casa. Mi sono sforzata di comprendere. Mi sono confrontata con le mie amiche. E anche se non ho studiato, ho capito. Meglio così, mi sono detta, che non avere più un figlio. Se si fosse ammalato, l’avrei perso. È la sua natura, è mio figlio”. Una madre che ama il proprio figlio, e che lo ha accettato per quello che è, senza fargliene una colpa. Un insegnamento che molti altri genitori purtroppo, anche se laureati e apparentemente di ampie vedute, ancora faticano a comprendere.

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