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Bus dirottato Milano, Adam e Ramy saranno cittadini italiani

Per i pm nessuna malattia mentale dell'autista: Ousseynou Sy, che dirottò il bus scolastico a San Donato Milanese, è lucido

Di Anna Ditta
Pubblicato il 11 Giu. 2019 alle 14:07 Aggiornato il 12 Giu. 2019 alle 07:16
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Immagine di copertina
Ramy Shehata e Adam El Hamami sono i due studenti presenti sul bus dirottato e incendiato a San Donato Milanese da Ouesseynou Sy che con le loro telefonate al 112 hanno sventato la strage e salvato i loro compagni. Credit: Flavio Lo Scalzo/ Ansa

Bus dirottato Milano: cittadinanza Adam e Ramy

Nel Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, martedì 11 giugno, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha confermato che sarà concessa la cittadinanza italiana per meriti speciali a Ramy e Adam.

I due ragazzi della scuola media di Vailati di Crema erano riusciti a sventare il tentativo di dirottamento del loro scuolabus vicino a San Donato Milanese, il 20 marzo scorso. Sul bus si trovavano 51 studenti.

Bus dirottato Milano | Cittadinanza Adam e Ramy, la proposta in Cdm

I due giovani hanno “reso eminenti servizi al nostro paese”, si legge nella relazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che accompagna la proposta, “per aver contribuito, con il proprio gesto di alto valore etico e civico, a sventare la tentata strage”.

Il ministro dell’Interno consegnerà inoltre la medaglia d’oro al valor civile alla scuola media Giovanni Vailati di Crema perché “con straordinario coraggio ed eccezionale spirito di iniziativa il personale docente e non docente e i 51 studenti  fronteggiavano il conducente dell’autobus (…) allertavano i Carabinieri (…) e riuscivano a liberarsi”.

Il comportamento del personale scolastico e dei ragazzi presenti viene definito uno “splendido esempio di generosa solidarietàe straordinaria abnegazione”, orientato alla “difesa del più alto valore della vita umana”.

Pm, nessuna malattia mentale, l’autista Ousseynou Sy è lucido

Il 20 marzo 2019 Ousseynou Sy, 47enne di origini senegalesi, ha dato fuoco a uno scuolabus sulla strada provinciale Paullese, tra Peschiera e San Donato, in provincia di Milano.

La procura di Milano ha ritenuto di non disporre una perizia psichiatrica su Ousseynou Sy, secondo quanto riporta oggi, 11 giugno, l’agenzia Agi.

“I suoi legali non l’hanno richiesta”, ha spiegato il pm Alberto Nobili, “se avessimo intravisto delle forme di fragilità l’avremmo disposta noi, ma Sy è apparso una persona che ragiona, a modo suo, ma ragiona”.

L’autista del bus è stato interrogato finora tre volte, di cui l’ultima volta ieri.

Durante l’ultimo interrogatorio ha ribadito di voler compiere “un gesto eclatante per scuotere le coscienze”, ma non ha fatto riferimento alle “voci” che lo avrebbero guidato nella sua azione.

Per i pm, Sy era un “lupo solitario” e non poteva contare su nessuna rete di supporto.

Dalle indagini si è rafforzata l’ipotesi che l’autista volesse fare una strage sulla pista dell’aeroporto di Linate.

Secondo gli investigatori, il 47enne voleva “condizionare i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri, di intimidire la popolazione”.

Gli accertamenti degli inquirenti hanno fatto emergere anche che Sy ha causato danni da stress ad alcuni degli studenti presenti sul bus. Sono una decina i ragazzi che hanno riportato “reazione ad evento stressogeno”, “reazione ansiosa” e “trauma psichico da violenza emotiva”.

Il capo di imputazione sarà notificato a Sy nei prossimi giorni. Saranno imputate all’autista anche le lesioni riportate da alcuni dei ragazzi e dai carabinieri.

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