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Chi è Ousseynou Sy, l’autista che ha dato fuoco allo scuolabus a Milano

Di Marco Nepi
Pubblicato il 20 Mar. 2019 alle 17:39 Aggiornato il 11 Giu. 2019 alle 13:38
Immagine di copertina
ANSA/SALVATORE GARZILLO

Il 20 marzo 2019 Ousseynou Sy, 47enne di origini senegalesi, ha dato fuoco a uno scuolabus sulla Paullese, tra Peschiera e San Donato, sp 415, in provincia di Milano.

L’uomo secondo quanto emerso nel corso delle ore ha precedenti penali per abusi su minore e guida in stato di ebbrezza.

Nato in Francia da genitori senegalesi il 2 giugno del 1972, cittadino italiano dal 2002 e residente a Crema, era sposato con una donna italiana da cui ha divorziato, è padre di due figli di 12 e 18 anni.

“Ousseynou è un nostro collaboratore almeno dal 2002, dal 2004 era in servizio a tempo pieno. Negli anni non ha mai dato segnali di squilibrio, né avevamo mai ricevuto reclami sulla sua condotta come autista. A livello di compartimento aziendale, Crema e zone limitrofe, non eravamo a conoscenza dei suoi precedenti penali”.

Questo il commento rilasciato da Autoguidovie, l’azienda dei trasporti per cui Ousseynou Sy lavora.

Il gesto dell’uomo è stato definito inaspettato da coloro che lo conoscevano. “L’ho visto martedì, mi ha salutato come al solito e mi ha chiesto come stavo”, ha raccontato uno dei colleghi. “È inimmaginabile che abbia fatto una cosa del genere”.

Gli altri autisti della Autoguidovie hanno anche raccontano che Sy “era stato denunciato da una ragazza per molestie, ma era stato assolto con formula piena, tanto che aveva chiesto dei danni ma non aveva mai visto un euro perché quella ragazza non aveva niente”.

Ousseynou Sy è stato fermato mentre dava fuoco all’autobus con cui stava accompagnando a scuola 51 bambini. Interrogato dagli agenti per ricostruire la dinamica dell’incidente, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentata strage con aggravante di terrorismo

L’uomo nel cospargere il mezzo di benzina avrebbe brandito un coltello e urlato: “Da qui non esce vivo nessuno” e ancora: “I bambini che vengono dall’Africa e muoiono in mare per colpa di Di Maio e Salvini”.