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Bibbiano, l’audio shock di una mamma alla bambina: “Scendi non ti voglio più”

La piccola non voleva confessare abusi che in realtà non aveva subito. Nuovi dettagli nelle indagini

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 19 Ago. 2019 alle 13:41 Aggiornato il 19 Ago. 2019 alle 14:15
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Immagine di copertina

Bibbiano audio mamma affidataria

Nuovo elemento nelle indagini sul caso di Bibbiano (qui la ricostruzione completa del caso). Diffuso un audio shock in cui si sente una mamma affidataria rimproverare una bambina, e poi costringerla a scendere dalla macchina e restare fuori sotto il temporale. La colpa della bambina era quella di non voler ammettere di aver subito degli abusi dai genitori naturali. Abusi che, di fatto, non aveva subito.

“Scendi, non ti voglio più. Io non ti voglio più, scendi, scendi!”, così grida la donna, indagata dalla Procura reggiana, in un’intercettazione ambientale mandata in onda dal TgR Emilia-Romagna in un servizio di Luca Ponzi. La piccola viene sbattuta fuori dall’auto in una giornata di pioggia del 20 novembre, come punizione per non voler collaborare nella costruzione “del caso”. La bambina si chiede perché non può vedere la mamma e il papà (naturali) ed è spaventata, come si deduce dalla voce tremolante. La testimonianza audio amplifica la drammaticità di un episodio che era già emerso dalle carte dell’inchiesta.

La bambina dice che non riesce a parlare con la donna e che ritiene di avere ragione. A questo punto l’affidataria ferma la macchina e urla “Porca puttana… porca puttana vai da sola a piedi… porca puttana! Scendi! Scendi! Non ti voglio più”. Si sente aprire lo sportello e si sente lo scrosciare della pioggia. La donna continua: “Io non ti voglio più, scendi!”. La bimba appare impaurita e dice con voce tremolante: “Perché…”.

C’è poi un altro audio mandato in onda oggi. È la stessa donna che parla alla medesima bambina, ma stavolta le rimprovera di non mettere nero su bianco su un quaderno gli abusi che avrebbe subito in passato: “Tu non ci scrivi – dice – perché c’hai paura di scrivere, perché le cose che devi scrivere adesso sono talmente profonde che non ti va più di scriverci. Non ci vuoi neanche andare vicino”.

Bibbiano, le novità dell’inchiesta

L’inchiesta su Bibbiano, che si arricchisce dell’elemento dell’audio della mamma affidataria, ha portato a fine giugno a 18 misure cautelari e si è concentrata su 6-7 casi e alcune figure chiave. Uno scandalo diventato terreno di scontro politico perché tra gli indagati, ora ai domiciliari, c’è anche il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico. Il leader della Lega Matteo Salvini oggi torna a gridare “vergogna”, “sono dei mostri, non esseri umani. Per loro tanta galera e nessuna pietà”.

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Il Movimento 5 Stelle, in una fase politica di equilibri sul filo del rasoio, però lo incalza e gli chiede con quale “coraggio” parli, sostenendo che con la scelta di provocare la crisi ha “mandato in fumo le speranze delle vittime di questo sistema illecito”. Il riferimento è alla task force per il monitoraggio nazionale sugli affidi avviata dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e ora “bloccata perché Salvini desidera più poltrone in Parlamento”.

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