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Barletta, dopo 78 anni consegnata una lettera inviata dalla Russia da un soldato mai tornato

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La lettera consegnata 78 anni dopo alla nipote di Vincenzo Fumagalli. Credit: Ansa

Una lettera scritta in Russia da militare pugliese morto in guerra e mai giunta a destinazione è stata riconsegnata, 78 anni dopo, a una nipote del soldato. È successo a Barletta, capoluogo insieme ad Andria e Trani della provincia BAT, grazie all’operato una donna di Mantova, Olga Rosa Davini, che l’ha trovata casualmente mentre sistemava la casa del padre morto qualche tempo fa.

“Questa è la notte di Natale e vi sto scrivendo dal ricovero accanto al mio”, scrive nella lettera il tenente Vincenzo Fugalli, alpino partito dall’Italia durante la seconda guerra mondiale e morto il 23 gennaio 1943 durante la battaglia di Nicolajevka, a soli 22 anni. “Fuori nevica forte, si vede che il Bambino deve nascere anche qui, l’ambiente è quanto più propizio e suggestivo”, prosegue la missiva, il cui contenuto è stato pubblicato parzialmente da Repubblica. Nella lettera il militare descrive le giornate al fronte, parla dei commilitoni di cui si sente “con soddisfazione il capo, il confidente, l’amico”.

“I miei genitori, particolarmente mio padre”, ha raccontato Olga Davini, “si sono adoperati senza tregua nel dopoguerra con il governo russo per rendere possibile il rientro delle salme di alcuni soldati caduti su quel fronte durante il secondo conflitto mondiale”. La donna ha parlato di “una missione basata su trattative a dir poco ardue, ma portata avanti nella consapevolezza morale di offrire un impagabile omaggio alla memoria di tanti militari che non hanno potuto riabbracciare i propri cari. Io ho raccolto quest’eredità innata e proprio nel corso delle infaticabili ricerche ho ritrovato il manoscritto che, dopo il tam tam attivato con successo tramite i canali social e i media, posso riconsegnare oggi alla famiglia del tenente Vincenzo Fugalli”, ha aggiunto Davini.

Il documento è stato consegnato a Serena Fugalli, nipote del soldato, durante una cerimonia a Barletta, cui ha partecipato anche il sindaco Cosimo Cannito, che ha commentato il gesto come “una missione carica di umanità, una lezione di sensibilità che considero un privilegio aver ascoltato dalla voce di chi ne è artefice. Esprimo tutta la mia ammirazione per l’esemplare ostinazione che anima l’operato della signora Olga, ripagata dall’emozione dei parenti che possono rientrare in possesso di una lettera dal valore affettivo inestimabile”.

“Siate sereni”, scriveva il soldato di Barletta nella lettera, “ho la convinzione assoluta che non mi potrà mai capitare niente anche se camminiamo in mezzo alle mine e se andassi a cento assalti. Non crediate per questo che io sia imprudente e non accorto: la testa l’ho sempre ben piantata sulle spalle e mi serve per pensare prima quello che devo fare dopo”.

“Domani quando sarà giorno e potremo finalmente provare un po’ a dormire pur con le eterne scarpone ai piedi, sognando il Bambino e il nostro sogno sarà roseo e innocente come quello dell’infanzia. Qui si diventa buoni. Buon Natale, pace tanta, Enzo”.

Leggi anche: Scrive al padre dal campo di prigionia: la lettera arriva a destinazione 78 anni dopo

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