Ancona, bambino morto di otite per i consigli dell’omeopata: “Non serve l’antibiotico, date la camomilla”

Condannati i genitori a tre mesi di reclusione

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 7 Set. 2019 alle 11:29 Aggiornato il 7 Set. 2019 alle 11:33
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Immagine di copertina
Il piccolo Francesco Bonifazi

Bambino morto per otite, l’omeopata: “Date camomilla”

L’omeopata aveva prescritto solo cure naturali. Camomilla, Gelsemium, Hipericum e altre piante antinfiammatorie. Niente antibiotici, niente farmaci, solo Tachipirina in caso di febbre, ma se oltre i 43 gradi. E niente vaccinazioni, diceva, perché avrebbero compromesso l’efficacia del trattamento. Era così che Massimiliano Mecozzi curava l’otite di un bambino di 7 anni. E i genitori si fidavano ciecamente. Solo che il piccolo, Francesco Bonifazi, in pochi giorni si è aggravato ed è morto.

Madre e padre del piccolo Francesco sono stati condannati a tre mesi di reclusione “per non aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio”. E la sentenza è un lungo elenco di tutti gli errori agghiaccianti compiuti dall’omeopata cui i due si erano affidati. Anche Mecozzi sarà processato, dovrà comparire il 24 settembre presso il tribunale di Ancona per l’avvio del processo. La ricostruzione dei fatti contenuta nel documento depositato questa settimana, scrive il quotidiano Corriere della Sera, sembra già inchiodarlo a responsabilità gravissime.

L’otite che ha ucciso il bambino di 7 anni avrebbe potuto tranquillamente essere curata con antibiotici, specie se dati per tempo. Invece, fino alla scomparsa avvenuta nell’ospedale di Ancona, Francesco è stato “curato” solo con rimedi naturali, decotti e piante. E le sue condizioni sono precipitate.

Ha avuto anche un ascesso all’orecchio, ma l’omeopata ha tranquillizzato i genitori, parlando di “un presagio di guarigione”: “Sta spurgando”. E fino a quel momento tutti i colloqui tra i genitori di Francesco e Mecozzi sono telefonici. Non ha sentito l’esigenza di visitarlo nemmeno quando gli hanno descritto un bambino inappetente, spesso addormentato, febbre fissa oltre i 39 gradi, probabile perdita dell’udito. La Tv in casa era tenuta a un volume sempre più alto. Controvoglia ha accettato di visitarlo, il 18 maggio, ma non gli ha neppure alzato il cappellino per controllare il liquido purulento nelle orecchie, raccontano ora i genitori. E li aveva anche rimproverati per averlo portato lì.

La sentenza di condanna dei genitori

Sentenza durissima, nei toni e negli argomenti, nei confronti proprio dei genitori di Francesco, il bambino morto per l’otite perché curato con la camomilla invece che con gli antibiotici. “Neppure la fiducia riposta nel medico, legittima e giustificata, può escludere un residuo obbligo di protezione nei confronti del minore”, ha scritto il gip Paola Moscaroli. Avrebbero dovuto rivolgersi a un altro pediatra. E, molto probabilmente, adesso il bambino sarebbe ancora con loro.

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