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NewsGuard, la piattaforma che valuta l’affidabilità dei siti web di news: TPI fra i più affidabili in Italia

L’estensione per browser che si pone l’obiettivo di combattere la disinformazione online ha esaminato diversi quotidiani online italiani. Tra i più affidabili, ovvero quelli che hanno i punteggi più alti in tutti i criteri di valutazione, ci sono: il Sole 24 Ore, il Fatto Quotidiano, Leggo, The Post Internazionale e Agi

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Newsguard

NewsGuard arriva in Italia: il programma di monitoraggio dei siti d’informazione online è disponibile da oggi per tutti gli utenti che desiderino proteggersi dalle fake news e dalla cattiva informazione. Secondo un sondaggio evidenziato nel comunicato ufficiale di NewsGuard, l’85% dei cittadini italiani desidera avere a disposizione degli strumenti per contrastare la disinformazione online.

È questo lo scopo di NewsGuard, che nasce dall’iniziativa di un gruppo ristretto di giornalisti e di esperti di comunicazione online “per aiutare i lettori a distinguere la buona informazione dalla cattiva” attraverso un linguaggio chiaro e intuitivo.

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Fra i giornali online che vantano le votazioni migliori troviamo The Post Internazionale, insieme a Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore, e Leggo. 

Per il momento, l’unica agenzia di stampa italiana a passare al vaglio di NewsGuard è AGI.

NewsGuard: come funziona?

NewsGuard si serve di un’estensione applicabile a tutti i principali browser (da Chrome a Safari, passando per Explorer e Firefox). Questa estensione tiene monitorata l’affidabilità dei siti d’informazione su cui ci troviamo di volta in volta e ce la comunica attraverso una linguaggio chiaro e intuitivo: uno scudo verde quando “le norme fondamentali di credibilità e trasparenza sono rispettate”, uno scudo giallo quando ci troviamo su “un sito satirico o umoristico che si definisce apertamente tale” e uno scudo rosso quando il sito su cui ci troviamo “non soddisfa alcune norme fondamentali di credibilità e trasparenza”.

I criteri di valutazione utilizzati da NewsGuard per giudicare l’affidabilità, la serietà, la correttezza e la trasparenza di un sito d’informazione o giornale online sono apolitici e tengono conto esclusivamente del codice deontologico della professione giornalistica.

Fra i fattori che NewsGuard tiene in considerazione nella sua valutazione vi sono il fatto che il giornale non pubblichi contenuti falsi, che raccolga e presenti le informazioni in modo responsabile, che eviti titoli ingannevoli e che dichiari chi è proprietario del sito e chi lo finanzia.

In tutto i criteri di valutazione sono nove e a ciascuno di essi viene assegnato un certo numero di punti, per un totale di 100: i siti con un punteggio inferiore a 60 sono immediatamente bollati con lo scudo rosso.

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Il metodo di valutazione di NewsGuard è approvato da Reporter Senza Frontiere (RSF), ovvero l’ong che ogni anno si occupa di stilare una classifica aggiornata della libertà di stampa nei diversi paesi del mondo.

Olaf Steenfadt, project director di RSF, ha infatti dichiarato di sostenere l’approccio di NewsGuard: “Reporter Senza Frontiere condivide i principi di NewsGuard, secondo cui è importante che siano i giornalisti stessi a sviluppare dei criteri ben definiti per verificare le fonti delle notizie e dell’informazione online, piuttosto che delegare questo controllo ad autorità di regolamentazione o alle aziende informatiche”.

In occasione del lancio di NewsGuard in Italia, il nuovo consulente senior e ex direttore dell’Ansa Giampiero Gramaglia ha dichiarato: “NewsGuard è uno strumento che può aiutare i fruitori di notizie in Italia ad evitare cattiva informazione e disinformazione“.

Nel comunicato divulgato da NewsGuard si pone in particolare l’accento sul fatto che dietro la piattaforma c’è una redazione di giornalisti con una vasta esperienza sul campo. Nessun algoritmo, quindi, ma esseri umani in carne ed ossa.

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Insieme a Giampiero Gramaglia, entra a far parte del team NewsGuard il cofondatore di Wikipedia, Jimmy Wales e l’ex primo ministro della Danimarca Anders Fogh Rasmussen.

Attivo negli Stati Uniti dal 2018, il programma è sbarcato in Regno Unito il mese scorso e il suo successo in Italia dipenderà dalla prontezza dei nostri concittadini a servirsene come di uno strumento, fra gli altri, per orientarsi fra le infinite informazioni che circolano sul web.

Dopo la chiusura di 23 pagine di fake news su Facebook, di cui la metà si serviva di false notizie per fare propaganda politica alla Lega e al Movimento 5 Stelle, l’esigenza di un controllo dell’informazione sembra più impellente che mai. L’installazione di NewsGuard è gratuita.