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Roma, incendio nell’impianto di trattamento dei rifiuti di via Salaria

I vigili del fuoco impegnati dalle 4.30 per domare le fiamme nel centro Tmb di via Salaria 907

Roma, incendio nell’impianto di trattamento dei rifiuti Salario. I vigili del fuoco sono impegnati dalle 4,30 per domare le fiamme che si sono sviluppate nello stabilimento di trattamento dei rifiuti in via Salaria 907, alla periferia nord-orientale di Roma.

L’intervento nell’impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) molto contestato dagli abitanti dei vicini quartieri.

L’incendio interessa un capannone di 2 mila metri quadrati. Sul posto 12 squadre di vigili del fuoco, per un totale di circa 40 uomini.

Incendio nel Tmb di via Salaria | Le indagini

La Procura di Roma indaga per disastro colposo: i magistrati  non hanno escluso l’ipotesi del reato di danneggiamento a cui avrebbe fatto seguito l’incendio. Il sito del Tmb verrà parzialmente sequestrato, ma la struttura nel complesso risulta inagibile.

Gli inquirenti hanno dato mandato ai vigili del fuoco di analizzare sia la parte umida dei rifiuti sia il Cdr per verificare come venivano trattati.

Incendio nel Tmb di via Salaria | Le telecamere spente

Le telecamere di sorveglianza del Tmb Salario, usate anche sulla vasca di ricezione dei rifiuti indifferenziati andata a fuoco nella notte, non erano in funzione dal 7 dicembre 2018.

Questo uno dei risultati del sopralluogo svolto nella struttura nella mattina dell’11 dicembre dai pm della Procura di Roma: il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e i sostituti Luigia Spinelli e Carlo Villani. Il rogo, a quanto si apprende, sarebbe divampato per ragioni ancora da accertare in un’area del Tmb alla quale non si puo’ accedere dall’esterno

Roma, incendio Tmb Salaria. La nube nera invade il centro della città | VIDEO

L’odore acre ha raggiunto tutte le aree abitate della zona, a partire dalla borgata Fidene, mentre il fumo che si leva dal centro di trattamento dei rifiuti è visibile anche a grande distanza.

Incendio nel Tmb di via Salaria | La sindaca Raggi contestata dai cittadini

Le fiamme divampate in uno dei capannoni hanno portato alla ribalta nazionale la questione. Sul posto sono arrivate tutte le istituzioni, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

E proprio durante la conferenza stampa è andata in scena la contestazione degli abitanti: “Incapaci. Incompetenti. Vi dovete vergognare. Qui la gente muore. Questo impianto va chiuso”.

Incendio nel Tmb di via Salaria | Un sindacalista parla delle possibili cause

“Sappiamo che alle 4.20 il metronotte ha dato l’allarme, ha sentito un’esplosione”, a parlare è Alessandro Russo, sindacalista Ama della Cgil, contattato telefonicamente da TPI.it.

“Non conosciamo la ragione dell’esplosione, ma possiamo immaginarla”, aggiunge Russo. “Non è neanche la prima volta che succede in quell’impianto: nel 2015 c’è stato un altro incendio”.

Qui l’intervista completa.

Incendio nel Tmb di via Salaria | La comunicazione del presidente del III municipio Caudo

Il presidente del III municipio Giovanni Caudo ha pubblicato il seguente avviso su Facebook:

“Questa notte dalle 4 si è propagato un incendio nell’impianto TMB di via Salaria 981, l’incendio è particolarmenre grave, un fumo denso si propaga nell’aria, al momento la nube si dirige lontana dalle case ma l’odore acre di bruciato si sente nelle diverse aree del municipio”.

“Per precauzione l’asilo a ridosso dell’impianto è chiuso. I vigili del fuoco ci hanno avvisato che non ci sono allarmi da nube tossica. Per precauzione comunque invito la cittadinanza del Municipio a tenere le finestre chiuse con particolare attenzione alle scuole che invitiamo anche a non far uscire i ragazzi in cortile. Invito inoltre le persone che hanno difficoltà respiratorie ad evitare di uscire all’aria aperta nelle zone esterne e prossime all’impianto. C’è attiva una cabina di regia con vigili del fuoco, se ci sono nuove segnalazioni di allarmi vi avvertiremo per tempo”.

Il presidente Caudo ha appoggiato la protesta della cittadinanza per chiedere la chiusura del Tmb lo scorso 6 ottobre (qui la sua intervista a TPI).

Incendio nel Tmb di via Salaria | Il racconto dei residenti

“Noi siamo con le finestre chiuse”, ha raccontato a TPI Simonetta Anaclerio, presidente del comitato di quartiere Nuovo Salario.

“Sono alle spalle di Prati Fiscali e qui non possiamo aprire le finestre. Dentro entra puzza di plastica. È quella che sta andando a fuoco”.

Inevitabile il timore dei cittadini per possibili ripercussioni sulla salute: “Mi stanno chiamando molte mamme della zona, chiedendo se portare i figli a scuola”, prosegue Anaclerio. “Sto consigliando di no, perché stiamo respirando aria cattiva. Io sono stata a tossire finora, una puzza che non ti dico. E ora il vento sta andando nella zona interna di Roma”.

Roma, i cittadini contro il Tmb Salario

Da tempo il Tmb di via Salaria è oggetto delle proteste degli abitanti di Roma Nord. L’impianto di via Salaria 981 è gestito dall’Ama, l’azienda municipalizzata dei rifiuti, ed è destinato alla lavorazione dei rifiuti indifferenziati.

Tmb sta per “trattamento meccanico-biologico”: alcuni macchinari appositi separano la parte umida dei rifiuti dalla parte secca, e riutilizzano quest’ultima riciclandola o producendo combustibile.

Tmb Salario, l’intervista a una mamma: “Mio figlio è morto di tumore”

Dal 2001 la famiglia di Caterina abita a Fidene, in un’abitazione che si trova poco distante dal Tmb Salario. “In linea d’aria casa nostra si trova proprio di fronte all’impianto”, spiega Caterina.

L’abbiamo incontrata lo scorso ottobre in occasione dell’assemblea in corso nel III municipio di Roma sulla situazione del Tmb Salario, l’impianto per il trattamento dei rifiuti su via Salaria.

Francesco aveva una patologia rara, la neurofibromatosi di tipo 1. Si tratta di una malattia genetica caratterizzata dalla predisposizione a sviluppare tumori del sistema nervoso.

“Questa puzza ti brucia la gola, causa mal di testa, nausea e a volte anche vomito”, racconta Caterina, che non ha dubbi: “Mio figlio è stata una delle prime vittime di questo disastro ambientale. Ho un altro figlio, sono stata costretta a mandarlo all’estero. Così almeno uno di loro si salverà”.

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