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Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano da oltre 100 romanzi che ha inventato Montalbano compie 93 anni

Lo scrittore siciliano è nato il 6 settembre del 1925. Ha scritto più di cento libri

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Credit: Fabrizio Villa/Getty Images

Andrea Camilleri compie 93 anni. Lo scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo che ha conosciuto il successo di massa grazie al suo Commissario Montalbano è nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925.

Fino a oggi Camilleri è stato tradotto in almeno 30 lingue e ha venduto oltre di 30 milioni di copie di libri.

L’ultimo dei quali dedicato alla pronipote Matilda, dove Camilleri si racconta e ripercorre la propria vita.

Nella “Lettera a Matilda” Camilleri scrive “Non sono in condizioni di suggerirti qualcosa sull’uso della tua vita. Come usare la propria vita, lo si impara solo vivendola. Io mi sono fatto l’idea che all’atto della nostra nascita, […] ci venga applicato addosso un invisibile foglietto, un ticket, sul quale c’è stampato tutto il nostro futuro, l’infanzia, la giovinezza, la maturità, le malattie, le disavventure, la vecchiaia, la morte. È tutto scritto”.

Com’era scritto secondo Camilleri che dovesse colpirlo la cecità a novant’anni. Un limite che ha saputo superare grazie anche alla sua assistente Valentina Alfieri, “l’unica che sa scrivere nella lingua di Montalbano, anche se è abruzzese” alla quale detta i libri che ancora realizza.

Figlio unico nato in un’agiata famiglia di commercianti di zolfo, Camilleri dopo una parentesi  di vita in un colleggio viscovile, da dove venne cacciato perché lanciò delle uova contro un crocifisso, studia al liceo classico. Nel 1944 va a Palermo dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia, ma senza conseguire la laurea.

Nel 1949 è a Roma dove viene ammesso all’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico e dove crea le basi per la sua carriera da regista e autore sia per la televisione (famosi gli sceneggiati polizieschi come “Il Tenente Sheridan” e il “Commissario Maigret” interpretato da Gino Cervi) e sia per il teatro (Camilleri è il primo a portare in Italia Samuel Beckett).

Della famiglia Camilleri nomina sempre il padre che, tra le altre cose, partecipò alla marcia su Roma. Per lo scrittore la sua figura è stata fondamentale, tanto da farne l’alter ego del personaggio principale dei suoi scritti. Come lui stesso ha ammesso: “Montalbano è al sessanta per cento mio padre. C’è la sua ironia, il senso pratico, la voglia di accomodare, di perseguire la verità senza trasformarsi in rappresentanti dell’Inquisizione”.

Anche nella peculiarità della sua scrittura c’è lo zampino del padre. Il linguaggio commisto di italiano e siciliano che lo scrittore utilizza in alcune sue opere si formò infatti quando, assistendo suo padre morente, Camilleri gli raccontò una storia che avrebbe voluto pubblicare. La raccontò un po’ in dialetto e un po’ in italiano “come si parlava tra di noi” e alla fine il padre gli consigliò di scriverla “come  l’hai raccontata a me.” Camilleri la scrisse nel libro “Il corso delle cose” e quel modo di scrivere diventò uno dei tratti distintivi delle sue opere.

Camilleri si convinse dell’efficacia della lingua mista che utilizzava per alcuni suoi romanzi anche grazie a una citazione di Pirandello, che diventò la base del suo scrivere:“La lingua esprime il concetto, il dialetto il sentimento di una cosa.

Credit: Fabrizio Villa/Getty Images

Accanito fumatore Camilleri fa fuori due pacchetti e mezzo di sigarette al giorno, ma racconta che “di ognuna tiro due o tre boccate e poi la spengo. Più che altro, mi piace averla in mano”.

Camilleri ha anche una grande passione per la politica, da giovane fascista è diventato comunista, tanto che quando gli Alleati sbarcarono in Sicilia lo scrittore chiese subito i permessi per aprire una sede del PCI.

Nel suo ultimo libro “Ora dimmi di te. Lettera a Matilda”Camilleri parla anche dell’amore.

“Un’amica mi presentò una ragazza da qualche anno trasferitasi da Milano a Roma. Si chiamava Rosetta Dello Siesto. […] Rosetta cominciò a seguire le prove, ma dopo qualche giorno mi accorsi che il mondo del teatro e le sue regole erano mille miglia distanti da lei. Se non persi le staffe fu perché mi riusciva simpatica e la sua presenza mi metteva allegria”.

Con Rosetta Dello Siesto si sposò nel 1957 e da lei ha avuto tre figlie: Andreina, Elisabetta e Mariolina.

Il più grande successo letterario di Andrea Camilleri resta l’invenzione del Commissario Montalbano, da cui nasce la serie di romanzi e racconti composta a oggi da una quarantina di titoli. E dal 1999 la sua trasposizione televisiva realizzata dalla Rai con l’attore Luca Zingaretti, ex allievo di Camilleri all’Accademia d’arte drammatica, ha contribuito ad accrescere ancor di più il successo dello scrittore.

Ma il filone narrativo del commissario è destinato come per ogni cosa a una fine, nel 2006 Camilleri ha infatti consegnato all’editore Sellerio l’ultimo libro con il finale della storia, chiedendo che questo venisse pubblicato dopo la sua morte.

Tra i libri più venduti di Andrea Camilleri ricordiamo Un filo di fumo (1980), La stagione della caccia (1992), La forma dell’acqua (1994), Il birraio di Preston (1995), Il cane di terracotta (1996), La concessione del telefono (1998), La scomparsa di Patò (2000) , Il re di Girgenti (2001), L’odore della notte (2001) , La pazienza del ragno (2004), Un covo di vipere (2013), Donne (2014).

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