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Chi era Tiresia, l’indovino greco accecato dagli dei che ha ispirato Andrea Camilleri

Martedì 5 marzo, su Rai 1, va in onda "Conversazione su Tiresia", spettacolo teatrale scritto e diretto dallo scrittore siciliano

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 5 Mar. 2019 alle 20:40 Aggiornato il 5 Mar. 2019 alle 20:44
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Immagine di copertina

Solo uno scrittore del suo calibro poteva paragonarsi a un personaggio della mitologia greca come Tiresia. Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano di 93 anni famoso in tutto il mondo per essere il padre del Commissario Montalbano, torna in tv questa sera, martedì 5 marzo 2019, in prima serata su Rai 1 con il suo spettacolo “Conversazione su Tiresia”.

Era l’11 giugno 2018 quando Camilleri portò lo spettacolo al Teatro Greco di Siracusa. Quel giorno vennero anche effettuate le riprese per lo spettacolo che è stato trasmesso al cinema durante un evento speciale, dal 5 al 7 novembre 2018 e che adesso arriva anche in televisione.

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Ma chi era questo personaggio e perché Camilleri lo ha scelto per costruire il suo spettacolo? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Tiresia chi era | L’indovino della mitologia greca

Sono tanti gli scrittori classici greci, come anche quelli moderni, che hanno fatto riferimento nei loro racconti a Tiresia. La particolarità di questo personaggio, di origine tebana, è che secondo la leggenda nel corso della sua vita è stato sia uomo che donna, a causa di una punizione divina.

Ma non soltanto: Tiresia, proprio come Camilleri, a un certo punto ha perso completamente la vista. “Da quando io non vedo più, vedo meglio”, ha dichiarato più volte lo scrittore siciliano. E lo stesso si potrebbe dire dell’indovino, che anche a causa della sua cecità iniziò a sviluppare un altro tipo di vista, diventando un indovino.

Tiresia chi era | Le leggende sulla sua cecità

Sono principalmente tre le leggende che raccontano i motivi della cecità di Tiresia. La prima racconta che furono gli dei, stanchi delle sue profezie sul loro conto, a decidere di togliere all’indovino il dono della vista.

Un’altra storia indica invece nella dea Atena la responsabile: sembra infatti che l’indovino avesse visto la bella divinità fare il bagno nuda insieme alla madre e che, adirata, avesse deciso di renderlo cieco. Su supplica della mamma, però, Atena decise anche di “ripagare” l’uomo donandogli il potere di predire il futuro.

La terza leggenda è anche quella che spiega il motivo per cui si dice che Tiresia, durante la sua vita, fu sia uomo che donna. La storia narra che l’indovino, mentre passeggiava sul monte Cillene, incontrò due serpenti e ne uccise uno, la femmina. Per punizione, gli dei decisero allora di trasformarlo in una donna. Dopo 7 anni, l’indovino incontrò nuovamente i due serpenti e stavolta uccise il maschio. Gli dei, a quel punto, lo fecero tornare uomo.

Zeus ed Era, allora, gli chiesero di rivelare chi, tra uomo e donna, secondo lui provasse più piacere nell’atto amoroso. Tiresia scelse la donna, che secondo l’indovino “ha nove possibilità in più rispetto all’uomo”. Era, convinta del contrario, decise allora di rendere cieco l’uomo, mentre Zeus, impietosito, decise di conferirgli il dono di prevedere il futuro.

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Tiresia chi era | Le tracce di Tiresia nella letteratura

La figura dell’indovino greco Tiresia appare in molti miti classici: scrittori come Esiodo, Sofocle e Euripide lo inserirono in alcuni dei loro racconti. Celebre la presenza di Tiresia anche nell’Odissea di Omero, quando incontra proprio Ulisse nel regno dei morti. Come anche nelle Metamorfosi di Ovidio, che parlano proprio della sua leggenda e di come l’indovino acquisì il proprio dono.

Nella letteratura moderna, invece, tanti sono i riferimenti illustri: da Guillaume Apollinaire a T.S. Eliot, da Cesare Pavese a Primo Levi.

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