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Per la prima volta gli Emirati Arabi acquistano petrolio dagli USA

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Per la prima volta a dicembre gli Stati Uniti hanno esportato un carico di petrolio negli Emirati Arabi Uniti, a dimostrazione di quanto lo shale Usa abbia rivoluzionato negli ultimi anni il mercato internazionale del petrolio. Questa settimana il governo statunitense ha comunicato che a dicembre sono stati esportati 700.000 barili di petrolio a bassa densità verso gli Emirati Arabi Uniti, a bordo di una nave cargo partita da Houston.

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Secondo le autorità, è la prima volta che gli Stati Uniti esportano un carico di petrolio verso gli Emirati Arabi Uniti, che esportano due milioni di barili al giorno. Il quarto produttore dell’Opec tuttavia ricorre a importazioni per il petrolio a bassa densità, destinato alla raffinazione, che fino allo scorso anno era fornito dal Qatar. Da quando Abu Dhabi lo scorso giugno ha tagliato i propri legami economici e diplomatici con il Qatar, accusato di sostenere il terrorismo, ha dovuto ricorrere ad altri fornitori per la materia prima.

Tuttavia gli analisti prevedono che gli Emirati Arabi saranno pienamente in grado di soddisfare la propria domanda interna nei prossimi mesi e che gli acquisti dagli Stati Uniti non continueranno in futuro. Ciononostante l’annuncio evidenzia i grandi passi in avanti dell’industria petrolifera statunitense, che in soli quattro anni hanno visto decuplicare le proprie esportazioni di petrolio. Le importazioni nette della materia prima sono arrivate ai livelli più bassi negli ultimi 45 anni, scendendo passando da 12 milioni di barili al giorno nel 2006 a 3 milioni, secondo dati riportati da Bloomberg. Secondo la Energy information administration, l’agenzia statistica Usa per l’energia, il paese potrebbe diventare un esportatore netto di petrolio a partire dal 2029.