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Vuelta 2022: Rigoberto completa il tris

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Il colombiano Rigoberto Uran (EF Education Easy Post) ha vinto la diciassettesima tappa della 77ma Vuelta Espana, disputata lungo 162 chilometri in Extremadura da Aracena a Monasterio de Tentudia, prevalendo su un gruppo ristretto al termine della salita finale. La medaglia d’argento olimpica di Londra 2012 ha preceduto il francese Quentin Pacher (Groupama FDJ) con lo spagnolo Jesus Herrada (Cofidis) che ha guadagnato la terza moneta, staccato di due secondi. Uran con questo successo entra nel ristretto gruppo di corridori capaci di vincere almeno una frazione in ciascuno dei tre grandi giri. Non ci sono state variazioni in una classifica generale che era stata modificata in mattinata dal ritiro del secondo in graduatoria, Primoz Roglic (Jumbo Visma). Remco Evenepoel (Quick Step Alpha Vinyl) resta solido in maglia roja con un vantaggio di 2’01” sullo spagnolo Enric Mas (Team Movisar) mentre il baby iberico Juan Ayuso (UAE Team Emirates) rafforza la sua terza posizione a 4’51 dal fiammingo.

La notizia che tutti attendevano è arrivata poco prima delle dieci di mattina. Roglic, pur non avendo subito infortuni gravi nella caduta poco prima della linea del traguardo a Tomares, non era in grado di prendere il via da Aracena. Il ritiro dello sloveno trasformava la lotta per la vittoria finale in questa Vuelta in un duello tra Evenepoel e Mas. La tappa, poi, si sviluppava secondo l’ormai consolidato canovaccio della fuga di giornata, composta oggi dai seguenti tredici corridori: il lussemburghese Bob Jungels ed il transalpino Clément Champoussin (AG2R Citroën Team), gli altri francesi Quentin Pacher (Groupama FDJ), Elie Gesbert (Arkéa Samsic) e Simon Guglielmi (Arkéa-Samsic), gli spagnoli Jesus Herrada (Cofidis), Marc Soler (UAE Team Emirates) e Luis Angel Maté (Euskaltel-Euskadi), il colombiano Rigoberto Uran (EF Education Easy Post), l’azzurro Alessandro De Marchi (Israel Premier Tech), lo statunitense Lawson Craddock (Team BikeExchange), lo svizzero Gino Mader e il britannico Alfred Wright (Bahrain Victorious).

L’attacco, materializzatosi dopo cinquanta chilometri di corsa, prendeva gradualmente corpo grazie al disinteresse totale del gruppo, raggiungendo un vantaggio massimo di 7’30” a 50 chilometri dall’arrivo. Ai meno 20, in un tratto di discesa che precedeva l’erta finale, partiva Craddock che guadagnava 15” sul resto degli attaccanti. L’americano, pedalando di buona lena, provocava la disintegrazione del plotoncino degli attaccanti da cui emergevano al suo inseguimento Uran, Pacher, Herrada e Soler. Era soprattutto il colombiano a tenere alto il ritmo, perfezionando il ricongiungimento proprio sotto lo striscione dell’ultimo chilometro. Toccava, poi, ad Herrada tentare la sorte ma il vincitore della tappa di Cistierna finiva la benzina a trecento metri dal traguardo. Rigoberto, a questo punto, partiva, vincendo dopo aver controllato il potenzialmente pericoloso tentativo di rimonta di Pacher. Dietro il grande lavoro della Movistar, coordinato dall’eterno Valverde, non dava i frutti sperati. Mas scattava un paio di volte, trovando, però, Evenepoel sempre pronto a rispondergli. Servirà, obiettivamente, qualcosa di più al ciclista delle Baleari se vorrà togliere la maglia roja al millennial belga.

Domani la diciottesima tappa porterà i corridori, attraverso 192 chilometri, da Trujillo ai 1.166 metri dell’Alto de Piornal, un arrivo inedito nella storia della corsa spagnola che verrà affrontato per due volte. Considerando che l’ascesa, con i suoi 13 chilometri che non superano mai il 7% di pendenza, non pare un terreno adatto per generare grandi distacchi, forse sarebbe opportuno che la Movistar, anche in considerazione dell’oggettivo vantaggio numerico di cui dispone rispetto alla Quick Step, animasse la corsa già dal primo transito, previsto a 50 chilometri dall’arrivo.

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