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Vuelta 2019, settima tappa: giù il cappello davanti a Don Alejandro

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Vuelta 2019, settima tappa: vince Valverde. Giù il cappello davanti a Don Alejandro

Bestiali. Non c’è altro aggettivo che possa descrivere in modo appropriato i 5 km finali della tappa odierna, settima della Vuelta 2019, che portava la carovana rossa da Onda a Mas de la Costa attraverso 183 km. La frazione stava tutta in questa lunga rampa di garage conclusiva che si impennava per più di 800 metri con una pendenza media del 17%.

Una Vuelta piccola piccola

Giunto compatto, ancorché scremato dai forcing di Movistar ed Astana, alla salita conclusiva, il gruppo si disintegrava nello spazio di un chilometro lasciando a giocarsi tappa, e alla lunga Vuelta, i quattro cavalieri dell’Apocalisse: Miguel Angel Lopez dell’Astana, che oggi si è ripreso la maglia roja, Primoz Roglic della Jumbo Visma, apparso decisamente più in palla sulle salite di quanto visto al Giro d’Italia, ed il duo Movistar con Nairo Quintana sempre più sfinge e l’iridato Alejandro Valverde, vincitore oggi, che non sembra avere 39 anni.

Prevedendo una tregua nella ondulata 8va frazione di domani, 168km da Valls a Igualada, tra domenica e martedì, separate dal primo dei due giorni di riposo, la Vuelta dovrebbe assumere una conformazione più decifrabile domenica con la brutale microtappa da Andorra La Vella ai 2.095 metri di Cortals d’Encamp, 97km scarsi con ben cinque gran premi della montagna, cui seguirà martedì la cronometro di 36km in terra francese da Jurancon a Pau, già sede dell’analoga frazione contro il tempo quest’anno al Tour de France.

Sesta tappa: di positivo c’è che alla Vuelta succede sempre qualcosa
Quinta tappa: un carneade all’Osservatorio

Quarta tappa: ancora tregua prima dei fuochi d’artificio (di Simone Gambino)

Terza tappa: una Vuelta tutta irlandese (di Simone Gambino)

Vuelta 2019, seconda tappa: Un giorno da leone per il figlio d’arte (di Simone Gambino)

Prima tappa: Lopez prende la roja, gli altri vanno a terra (di Simone Gambino)

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