Di positivo c’è che alla Vuelta succede sempre qualcosa

Di Simone Gambino
Pubblicato il 29 Ago. 2019 alle 18:43 Aggiornato il 30 Ago. 2019 alle 18:05
0
Immagine di copertina

Vuelta 2019, sesta tappa: vince Herrada. Di positivo c’è che alla Vuelta succede sempre qualcosa

VUELTA 2019 SESTA TAPPA – Volutamente omaggiando Riccardo Magrini, l’opinionista di Eurosport sui cui schermi viene trasmessa in Italia la Vuelta, partiamo da questa sua saggia costatazione.

L’odierna frazione, la sesta lunga 199 km da Mora de Rubielos ad Ares del Maestrat, è stata incentrata su una fuga di 11 uomini partiti dopo 40 km. Non era la classica azione di uomini lontani in classifica quanto un tentativo di delusi della giornata di ieri di rifarsi sotto. Tra gli attaccanti il meglio classificato era David de la Cruz (Ineos), distante 4′ 35″dalla maglia roja, seguito di poco da Dylan Teuns (Bahrain Merida) e Robert Gesink, luogotenente di Primoz Roglic alla Jumbo Visma.

Una Vuelta piccola piccola

L’Astana lasciava andare la fuga, assicurandosi che non dilagasse. A metà tappa, una caduta in gruppo causava il ritiro di Rigoberto Uran e di colui che fino a ieri vestiva la maglia roja, l’irlandese Nicholas Roche. Il gruppo, fors’anche a causa del capitombolo, rallentava ulteriormente permettendo ai fuggitivi di accumulare fino a 7′ di vantaggio ad 8km dall’arrivo, momento in cui iniziava lo strappo finale.

Pur non essendo un’asperita’ paragonabile a quella di ieri, l’ascesa frantumava i fuggitivi con il duo composto da Dylan Teuns e Jesus Herrada che prendeva il largo. Il crollo di de la Cruz lanciava il fiammingo, già vincitore quest’anno al Tour de France alla Planche des Belles Filles, verso la conquista della maglia roja mentre Herrada, terzo ieri, conquistava la sesta vittoria stagionale. Il gruppo dei migliori se la prendeva comoda giungendo con un ritardo di sei minuti.

Domani settima frazione da Onda a Mas de la Costa lungo 183 km pianeggianti nella prima metà e nervosissimi nella seconda. La salita finale, in particolare, potrebbe risultare ostica pur nella sua brevità posto che contiene due muri dalle pendenze oltre il 20%. Chi vivrà, vedrà.

Quinta tappa: un carneade all’Osservatorio

Quarta tappa: ancora tregua prima dei fuochi d’artificio (di Simone Gambino)

Terza tappa: una Vuelta tutta irlandese (di Simone Gambino)

Vuelta 2019, seconda tappa: Un giorno da leone per il figlio d’arte (di Simone Gambino)

Prima tappa: Lopez prende la roja, gli altri vanno a terra (di Simone Gambino)

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.