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Tour de France 2021, monotonamente Tadej

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Replicando quanto avvenuto 24 ore prima sul Col du Portet, la maglia gialla Tadej Pogacar (UAE Emirates) ha vinto la 18ma tappa del 108° Tour de France. L’ultima frazione di montagna di questa edizione della Grande Boucle portava la carovana gialla da Pau, storico punto di transito della corsa, a Luz Ardiden attraverso solo 130 chilometri, di cui gli ultimi 50 comprendenti le ascese del Tourmalet, la salita simbolo dei Pirenei, e quella conclusiva fino al traguardo. Su quest’ultimo palcoscenico, il 22enne di Komenda ha dato vita all’ennesima prova della sua schiacciante superiorità sugli avversari.

Jonas Vinegaard (Jumbo Visma) e Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) sono giunti a 2” nel medesimo ordine che occupano in graduatoria. Ora il danese dista dal golden boy sloveno 5’45” con sei secondi di vantaggio sull’ecuadoriano. Sarà la crono finale di sabato a definire la posizione dei due sul podio. Stesso discorso vale per la quarta e quinta moneta. Rigoberto Uran (EF Education-Nippo) oggi ha perso più di nove minuti precipitando in decima posizione. Di ciò ha beneficiato, l’australiano Ben O’Connor (AG2R Citroen), salito al quarto posto con un distacco di 8’18”. Dopodomani dovrà difendere un margine di 32” dall’attacco dell’olandese Wilco Kelderman (Bora Hansgrohe).

La corsa odierna ha sonnecchiato per la prima metà, priva di difficoltà. Nell’ascesa al Tourmalet si formava un gruppo composto da nove corridori: Julian Alaphilippe (Deceunick Quick-Step), Matej Mohoric (Bahrain Victorious), David Gaudu e Valentin Madouas (Groupama FDJ), Pierre Latour (Total Direct Energie), Omar Fraile e Ion Izagirre (Astana), Kenny Elissonde (Trek-Segafredo) e Ruben Guerreiro (EF Education First). Successivamente, partivano in avanscoperta Latour e Gaudu che passavano in quest’ordine al GPM. Gaudu, poi, con una discesa magistrale staccava il compagno d’avventura tentando il colpo solitario. Sfortunatamente per il bretone, gli uomini di classifica non erano oggi in vena di regali. Il suo tentativo si andava ad esaurire all’inizio della salita finale. Potrà consolarsi indossando domani il numero rosso di atleta più combattivo.

UAE ed Ineos si spartivano il lavoro nell’arrampicata conclusiva fino al momento in cui ai meno tre dal traguardo la maglia gialla rompeva gli indugi. Restavano con lui, oltre a Vinegaard e Carapaz, anche Sepp Kuss (Jumbo Visma) ed un redivivo Enric Mas (Team Movistar). L’americano, vincitore della tappa di Andorra, tirava per un chilometro prima di staccarsi. Scattava a questo punto Mas con il solo risultato di mettere in moto Pogacar che lo sorpassava a velocità tripla per involarsi verso il traguardo dove lo aspettava, oltre alla vittoria di giornata, anche la maglia a pois di miglior scalatore di questo Tour.

Domani andrà in scena la 19ma tappa. Da Mourenx a Libourne, lungo 207 chilometri, dovrebbe esserci spazio per i velocisti superstiti prima della passerella sui Campi Elisi. Sarà il primo di due match point per Mark Cavendish (Deceunick Quick-Step) alla ricerca di quel 35° successo che lo renderebbe il ciclista più vincente della storia della Grande Boucle.

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