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Tour de France 2021, dodicesima tappa: un grande Nils Politt… e tutto il resto è noia

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Credit: Ansa

Il tedesco Nils Politt (Bora – Hansgrohe) ha vinto la dodicesima tappa del 108° Tour de France, 160 km d’attraversamento del Midì da Saint-Paul-Trois Chateaux a Nimes. Il teutonico è emerso vincitore solitario da una fuga di 13 uomini che hanno provato a dare un senso ad una frazione in cui il gruppo, giunto al traguardo con più di un quarto d’ora di ritardo, si è totalmente disinteressato della corsa. Alla piazza d’onore, distanziato di 31”, si è piazzato il veterano spagnolo Imanol Erviti (Movistar Team) che ha regolato allo sprint l’australiano Harry Sweeny (Lotto Soudal). Immutata la classifica generale con Tadej Pogacar (UAE Emirates) che conserva la maglia gialla con il robusto margine di 5’18” su Rigoberto Uran (EF Education-Nippo) con il danese Jonas Vinegsard (Jumbo Visma) terzo a 5’32”.

Una giornata che si sarebbe rivelata trionfale per la Bora – Hansgrohe s’era aperta nel modo peggiore con l’annuncio del ritiro di Peter Sagan. Libero da impegni di gregariato, Politt s’inseriva così, insieme as Erviti e Sweeny nella fuga di giornata che comprendeva anche altri dieci corridori: André Greipel (Israel Start-Up Nation), Edward Theuns (Trek – Segafredo), Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step), Stefan Küng (Groupama – FDJ), Stefan Bissegger (EF Education – Nippo), Connor Swift (Team Arkéa Samsic), Brent Van Moer (Lotto Soudal), Luka Mezgec (Team BikeExchange), Sergio Henao (Team Qhubeka NextHash) e Edvald Boasson Hagen (Team TotalEnergies). Il plotone lasciava fare consentendo agli attaccanti di raggiungere rapidamente un vantaggio in doppia cifra. A rompere gli equilibri in testa alla corsa ci pensava Sweeny, scattando ai meno 35 dall’arrivo. Sull’australiano, si portavano Erviti, Politt e Kung. Il quartetto guadagnava rapidamente un minuto sugli ex compagni di fuga. Dopo che un nuovo attacco di Sweeny a 15 km dal traguardo aveva provocato il cedimento di Kung, ai meno 11, con un allungo mortifero, Politt lasciava sul posto i due residui compagni d’avventura per andare a cogliere il più importante successo d’una carriera che lo aveva già visto due anni fa giungere secondo alla Parigi – Roubaix alle spalle di Philippe Gilbert (Lotto Soudal).

Domani è in programma la tredicesima tappa: una versione più lunga di quella odierna posto che saranno 220 i chilometri che porteranno la carovana gialla da Nimes a Carcassone, nel cuore della Linguadoca, teatro 800 anni fa della cruenta crociata albigese che estirpò l’eresia catara. Sarà questo traguardo, pregno di storia, il teatro dell’aggancio di Mark Cavendish (Deceuninck Quick Step) all’ineguagliabile Eddy Merckx?

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