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“Addio al Liverpool se arriverà un israeliano”: davvero Salah è antisemita?

Secondo il Jerusalem Post l'attaccante egiziano avrebbe chiesto la cessione nel caso in cui venga acquistato l'israeliano Dabbur. Ma l'entourage del calciatore ha smentito

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 27 Dic. 2018 alle 19:10 Aggiornato il 27 Dic. 2018 alle 23:02
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Immagine di copertina
Mohamed Salah è il più forte calciatore egiziano. Credit: Afp/Alan Franklin / ProSportsImages / DPPI

Mohamed Salah, famoso attaccante egiziano in forza al Liverpool, avrebbe chiesto alla società inglese di essere ceduto se in squadra entrerà a far parte un calciatore israeliano, nello specifico Munas Dabbur del Red Bull Salisburgo.

La notizia è stata riportata dal quotidiano israeliano Jerusalem Post e ha fatto in poche ore il giro del mondo. L’entourage dell’attaccante, che negli scorsi anni ha giocato anche nella Fiorentina e nella Roma, ha tuttavia smentito: “È un professionista e pensa a giocare, non ai giocatori che il Liverpool vorrebbe mettere sotto contratto”.

Salah è il più forte calciatore egiziano in attività e nel suo Paese è un idolo per molti, tanto che in occasione delle presidenziali del 2018 migliaia di egiziani hanno provocatoriamente scritto il suo nome sulle schede elettorali, anziché quelli dei candidati.

Il giocatore è anche un convinto musulmano: prima della finale di Champions League 2018 tra Liverpool e Real Madrid aveva annunciato che avrebbe digiunato in osservanza al Ramadan.

Le voci sulla sua contrarietà ad avere un compagno di squadra israeliano sono state alimentate anche da alcuni suoi comportamenti passati. Ai tempi in cui giocava in Svizzera, nel Basilea, infatti, Salah avrebbe evitato di stringere la mano agli avversari israeliani del Maccabi Tel Aviv incontrati nei preliminari di Champions League.

Per questo, quando nel 2015 fu acquistato dalla Roma, la comunità ebraica della Capitale protestò, accusandolo di antisemitismo.

Tuttavia l’ex ministro della Difesa di Israele, Avigdor Lieberman, in passato ha dichiarato in modo ironico che avrebbe voluto reclutare l’attaccante egiziano nell’esercito israeliano dopo averlo visto giocare.

Non è la prima volta che i contrasti tra il mondo ebraico e quello arabo investono il mondo del calcio. Prima dei Mondiali di Russia 2018, ad esempio, la Federazione calcistica dell’Argentina (Afa) ha deciso di cancellare un’amichevole con Israele a Gerusalemme, dopo le forti proteste da parte palestinese.

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