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Guerriglia in Wisconsin, la Nba si ferma: “Noi non giochiamo”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 27 Ago. 2020 alle 08:02
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Immagine di copertina

Clamoroso: la Nba non gioca per protesta

Clamoroso: la Nba si è fermata per protesta. Ieri sera, 26 agosto 2020, il campionato di basket americano, il più seguito al mondo, ha incrociato le braccia dopo il grave ferimento dell’afroamericano Jacob Blake (sette colpi di pistola alla schiena da distanza ravvicinatissima, a Kenosha, una cittadina di 100 mila abitanti del Wisconsin), che fa seguito ad altri episodi simili negli Stati Uniti, come l’uccisione di George Floyd, e che ha provocato violente proteste in Wisconsin. A generare lo stop sono stati i giocatori di Milwaukee.

La formazione dei Bucks (in vantaggio per 3-1 nella serie), infatti, ha boicottato gara 5 dei playoff contro gli Orlando Magic nella Eastern Conference che si sarebbe dovuta giocare alle ore 22 italiane. Nessun giocatore della squadra di Milwaukee è uscito dagli spogliatoi. I Magic sono invece regolarmente scesi sul parquet per il riscaldamento, ma a 3 minuti 56 secondi dalla palla a due sono tornati negli spogliatoi. Intorno alle 23,10 poi la Nba ha ufficializzato il rinvio di tutte le tre gare della notte, in accordo con la Nbpa, il sindacato dei giocatori. Oltre a Milwaukee Bucks-Orlando Magic, non si sono giocate Oklahoma City Thunder-Houston Rockets e Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers.

Il comunicato della Nba

Ecco il comunicato dell’Nba: “L’NBA e l’NBPA hanno annunciato oggi che, alla luce della decisione dei Milwaukee Bucks di non scendere in campo per gara 5 contro gli Orlando Magic, le tre partite di oggi – Milwaukee-Orlando, Houston-Oklahoma e Los Angeles Lakers-Portland – sono state posticipate. La gara 5 di ogni serie verrà riprogrammata”.

LeBron James contro Trump

Intanto su Twitter, a conferma della dilagante protesta nel basket Nba, la stella del basket americano LeBron James si è scagliato, pur senza nominarlo, contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Vaffanculo a quest’uomo – ha scritto il campione dei Los Angeles Lakers – chiediamo un cambiamento, siamo stufi”.

E ora?

E ora cosa succederà? Rimandare a data da destinarsi le partite Nba “saltate” o sospendere i playoff? Ne hanno parlato in una riunione fiume tutti i giocatori impegnati nelle sfide playoff. Un incontro che ha lasciato molte questioni in sospeso e che verrà ripreso alle 11 di oggi, orario della Florida (le 17 ore italiane), in contemporanea con la riunione prevista tra i proprietari NBA. Stando a quanto riportato da The Athletic, Lakers e Clippers avrebbero votato a favore dello stop definitivo della stagione NBA, a differenza di tutte le altre franchigie intenzionate in qualche modo a portarla a termine.

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