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Il Giro d’Italia saluta la Sicilia con il suo primo arrivo in volata: Arnaud Demare brucia Peter Sagan a Villafranca Tirrenica

Di Simone Gambino
Pubblicato il 6 Ott. 2020 alle 18:23 Aggiornato il 6 Ott. 2020 alle 18:24
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Immagine di copertina
Arnaud Demare sul traguardo della quarta tappa del Giro d'Italia 2020. Credit: ANSA//LUCA ZENNARO

Per la prima volta da quando il 103esimo Giro d’Italia è partito da Palermo sabato scorso la classifica è rimasta invariata con il portoghese Joao Almeida (Deceuninck – Quick – Step) in maglia rosa. E’ questa la notizia più clamorosa d’una giornata che ha registrato il previsto ritiro del gallese Geraint Thomas (Team Ineos Grenadiers), prima della partenza, e quello dell’italiano Luca Wackermann (Vini Zabù Brado KTM), all’arrivo. Il vincitore del Tour de France 2018 ha alzato bandiera bianca per i postumi della caduta di ieri mentre il 28enne milanese è rimasto vittima, insieme al compagno Etienne Van Empel, di una caduta all’ultimo chilometro che lo ha costretto all’abbandono.

Sulla carta quella che portava la carovana rosa da Catania a Villafranca Tirrenica era una tappa per velocisti. Lungo i 140 km del percorso c”era l’incognita della salita di Portella Mandrazzi piazzata a metà corsa. Alla fin dei conti, l’ascesa non ha visto alcun tentativo d’attacco da parte degli uomini di classifica ed ha registrato solo la perdita di terreno del colombiano Fernando Gaviria (UAE Emirates), rimasto così escluso dallo sprint finale.

Anche oggi è andata via in partenza la fuga di giornata con Simon Pellaud (Androni), Kamil Gradek (CCC) e Marco Frapporti (Vini Zabù-KTM). Il trio ha raggiunto un vantaggio massimo di 4’20” a metà percorso. L’elvetico, poi, ha staccato i sue compagni di fuga sulla salita verso il GPM, venendo poi ripreso a 20 km dall’arrivo.

A questo punto, le squadre degli sprinter hanno preso in mano la corsa preparando il terreno per il grande scontro finale sul lungomare di Villafranca Tirrenica. Sagan e Demare hanno dato vita ad un appassionante testa a testa in cui ha tentato d’inserirsi anche Davide Ballerini (Deceuninck – Quick – Step). Sulla linea del traguardo, è stato il transalpino a produrre il colpo di reni vincente. Lo slovacco, secondo come ad Agrigento, può consolarsi con la conquista della maglia ciclamino.

Domani il Giro sbarca in continente. In programma c’è una tappa insidiosa. Per la prima volta i corridori supereranno la soglia dei 200 km, posto che ne percorreranno 225 da Mileto fino a Camigliatello Silano. A Cosenza, quando mancheranno 38 km all’arrivo, comincerà la lunga salita, 26 km a poco più del 5%, fino al GPM di prima categoria del Valico di Montescuro a quota 1.618. Seguirà una discesa non troppo impegnativa fino al traguardo. E’ previsto brutto tempo. Prepariamoci ad altri colpi di scena.

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