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A Jan Tratnik la tappa numero 2000 della storia del Giro d’Italia

Di Simone Gambino
Pubblicato il 20 Ott. 2020 alle 19:15 Aggiornato il 20 Ott. 2020 alle 19:16
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Immagine di copertina

Lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain-McLaren) ha vinto la 16esima tappa del 103esimo Giro d’Italia: 229 chilometri da Udine a San Daniele del Friuli. Il figlio del Tricorno, chiaramente gasato dalla vicinanza al patrio suolo, ha preceduto di 7” sul traguardo caro agli amanti del prosciutto l’australiano Ben O’Connor (NTT Pro Cycling Team) con il compagno di squadra Enrico Battaglin, terzo a 1’14”.

Una frazione che, sulla carta, offriva ampi margini per dare battaglia con ben sei GPM, è stata corsa in modo soporifero dal gruppo, giunto al traguardo con 12’54” di ritardo dal vincitore. Con uno scattino sulla rampa finale, Joao Almeyda (Deceuninck Quick Step) ha puntellato la sua maglia rosa guadagnando due secondi. Ora il vantaggio del portoghese sul duo del Team Sunweb è salito a 17” su l’olandese Wilco Kelderman con l’australiano Jai Hindley terzo a 2’58. L’inglese Tao Geoghegan Hart (Ineos Grenadier) conserva il quarto posto a tre minuti. Resta da capire il motivo per cui i ritardatari in classifica non abbiano attaccato, concedendo al Wolfpack una giornata di riposo aggiuntivo.

Per due terzi della tappa il leitmotiv è stata la battaglia per la maglia azzurra della classifica degli scalatori tra Giovanni Visconti (Vini Zabù KTM) ed il lusitano Ruben Guerreiro (EF Pro Cycling). Il triregionale che, in partenza, poteva vantare un vantaggio di 31 lunghezze, può essere soddisfatto del risultato odierno che lo ha visto concedere un solo punticino all’avversario con il quale si è spartito i primi quattro GPM. I due si sono letteralmente corsi addosso. Non sarà facile per il vincitore di Aremogna recuperare il distacco su Visconti, posto che il corridore nato a Torino, cresciuto in Sicilia, e che oggi vive in Toscana concede all’avversatro a malapena lo spazio per respirare.

Nella discesa dopo il quarto GPM, il primo dei tre passaggi sul Muro di Ragogna, partiva in contropiede Tratnik. Alle sue spalle, il gruppo dei 28, andati in fuga al chilometro 20, si frantumava in più tronconi. Lo sloveno approfittava del momento d’anarchia alle sue spalle per guadagnare un minuto sui più immediati inseguitori. Sul terzo ed ultimo passaggio sul Muro, O’Connor con un’azione maestosa si toglieva di ruota gli altri inseguitori per piombare su Tratnik proprio sotto lo striscione del GPM. I due proseguivano d’accordo fino all’ultimo chilometro. L’australiano, a questo punto, provava a togliersi di dosso l’avversario che rispondeva impietosamente staccandolo di 50 metri e vincendo più per distacco che in volata. Il terzo posto di Battaglin completava la giornata trionfale della Bahrain-McLaren.

Domani va in scena una tappa all’apparenza durissima. Sono quattro i GPM, di cui tre di prima categoria, quelli disseminati nei 203 km che porteranno i corridori da Bassano del Grappa a Madonna di Campiglio. Esclusi i primi 40 chilometri pianeggianti, non c’è un metro che non sia in pendenza. Il Monte Bondone, seconda asperità di giornata poco dopo metà percorso, potrebbe essere il trampolino di lancio ideale per chi volesse sferrare un attacco decisivo per le sorti di questo Giro d’Italia.

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