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Home » Sport

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC: per lui quasi il 70% dei voti

Immagine di copertina
AGF

L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina

La FIGC riparte da Giovanni Malagò. L’ex numero uno del Coni è stato eletto nel pomeriggio di oggi alla guida della Federazione del calcio, con un risultato schiacciante, visto che ha ottenuto il 68,58% dei voti, mentre lo sfidante Giancarlo Abete si è fermato al 29% (il resto sono schede bianche). “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, ha commentato a caldo, emozionato.

Succede a Gravina, che si era dimesso dopo la mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia, la terza consecutiva, avvenuta lo scorso aprile. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale per Malagò, riunita nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, ha detto in un breve discorso il neo presidente della FIGC parlando davanti ai suoi elettori.

Si apre così un nuovo corso per il calcio italiano, chiamato a profonde riforme per colmare il gap con gli altri campionati e con le Nazionali più forti, dopo l’onta dell’esclusione dall’ennesimo Mondiale. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, ha aggiunto Malagò mandando un chiaro messaggio al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, con il quale in passato non sono mancate le frizioni.

La sensazione è che una riforma complessiva del sistema del pallone non possa più attendere. Malagò già nei prossimi giorni dovrà scegliere il nuovo Commissario tecnico. Il favorito è Roberto Mancini, alla guida degli Azzurri nel trionfo di qualche anno fa agli Europei. Ma va trovato anche un direttore tecnico (si parla di Claudio Ranieri) e un capo delegazione dopo l’addio di Buffon (ipotesi Paolo Maldini). Insomma, il lavoro d’ora in poi non mancherà per Malagò e la sua squadra, per un calcio italiano in forte affanno, con diverse squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre cinque miliardi.

Intanto sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.

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