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Antonio Conte: “La Roma? No, adesso non ci sono le condizioni”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 7 Mag. 2019 alle 13:49
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Antonio Conte non allenerà la Roma. Almeno per ora. La conferma definitiva è arrivata oggi tramite le parole dell’allenatore leccese che si è raccontato in un’intervista a Walter Veltroni pubblicata sulla Gazzetta dello Sport.

“Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato c.t. della Nazionale. All’Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un’intensità particolare, che per la Roma va fuori di testa – le sue parole -. Che vive ‘per la Roma’. Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma”.

Quindi? Dove andrà Antonio Conte? “L’esperienza che ho fatto all’estero mi ha reso più forte e completo – ha confessato -. La consiglierei a qualsiasi allenatore italiano. È dura, però ti migliora. Oggi se qualcuno mi chiama sa che io devo incidere, con la mia idea di calcio e con il mio metodo. Non sono un gestore, non credo che l’obiettivo di un allenatore sia fare meno danni possibile. Se pensano questo, le società non mi chiamino. Trovo umiliante per la categoria sentire una cosa del genere. Io voglio incidere, perché sono molto severo con me stesso. Poi ho un problema: la vittoria. Che sento come l’obiettivo del mio lavoro. Il percorso per arrivarci è fatto di lavoro, di sacrificio, di unità d’intenti, di pensare con il noi e non con l’io. Non ne conosco altri”.

Idee molto chiare, dunque. Un concetto che vale anche per Inter o Milan: “Io devo avere la percezione di poter battere chiunque. Devo sentire che vincere è possibile. Altrimenti, senza problemi, posso continuare a restare fermo”.

Insomma, non si sa dove andrà Antonio Conte il prossimo anno. Di certo però (stando alle sue parole) non prederà il posto di Ranieri alla Roma. Notizia che ha scosso i tifosi giallorossi che da alcune settimane sognavano il suo arrivo in panchina. Da una parte i delusi: “Non siamo vincenti”. Dall’altra i fiduciosi: “Arriverà uno più bravo”. In mezzo chi chiede chiarezza e una squadra di livello. Al presidente Pallotta la prossima mossa.

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