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Milan, esonerato Giampaolo: il comunicato ufficiale

Dopo un inizio di stagione a tratti disastroso, Marco Giampaolo è stato esonerato dal Milan: non sono bastati i tre punti conquistati sabato sera contro il Genoa

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 8 Ott. 2019 alle 11:54 Aggiornato il 8 Ott. 2019 alle 19:36
Immagine di copertina
Marco Giampaolo durante la sua ultima partita sulla panchina del Milan, contro il Genoa (ANSA/LUCA ZENNARO)

Milan, esonerato Giampaolo: il comunicato ufficiale della società rossonera

È durata meno di quattro mesi l’esperienza di Marco Giampaolo sulla panchina del Milan: il tecnico oggi è stato esonerato dalla società rossonera. E adesso si aprono ore vibranti in attesa dell’annuncio ufficiale del nuovo allenatore, che sarà con ogni probabilità Stefano Pioli.

Il club rossonero ha comunicato all’allenatore l’esonero già questa mattina. L’ufficialità, però, è arrivata solo nel tardo pomeriggio. Questo il breve comunicato del Milan: “AC Milan comunica di aver sollevato Marco Giampaolo dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Il Club intende ringraziare Marco per l’attività sin qui svolta e gli augura i migliori successi professionali”.

Il nuovo tecnico sarà Stefano Pioli, che firmerà un contratto fino al 2021 e domani dirigerà il primo allenamento a Milanello.

I motivi dietro l’esonero di Giampaolo

Per Giampaolo è stata fatale una media punti a dir poco disastrosa in questo campionato: nelle prime sette partite, infatti, il Milan ha raccolto 3 vittorie e ben 4 sconfitte. Una media di 1,29 punti a partita: davvero troppo poco per una società che, nonostante stia vivendo una fase di piena ricostruzione, non può rinunciare ad ambire al quarto posto in Serie A, che significherebbe la qualificazione alla prossima Champions League.

Più che la media punti, a convincere il direttore tecnico Paolo Maldini e il Chief Football Officer Zvonimir Boban a cambiare allenatore è stato tuttavia il gioco espresso dal Milan di Giampaolo: fin dalle prime uscite estive, infatti, i rossoneri non sono mai riusciti a mostrare la propria personalità in campo, a prescindere dallo spessore dell’avversario. Non è un caso, infatti, che l’esonero sia stato ufficializzato pochi giorni dopo la vittoria per 1-2 sul campo del Genoa, arrivata dopo ben tre sconfitte consecutive.

Ma sono solo questi i temi che hanno portato al cambio di guida tecnica per i rossoneri. Giampaolo si è sempre professato un cultore del gioco collettivo, con l’obiettivo di ottenere vittorie e grandi prestazioni tramite prestazioni che esaltassero il gioco del gruppo e mai del singolo. Anche per questo motivo ha spesso lasciato in panchina giocatori come Paquetà o Rafael Leao, molto forti ma anche “indisciplinati”, secondo quanto dichiarato dal tecnico.

Serie A, il calendario completo

Eppure, contro il Genoa i due giovanissimi – subentrati nel secondo tempo – sono stati decisivi per permettere al Milan di ribaltare il vantaggio iniziale dei padroni di casa. Con la società che non ha mai nascosto il proprio stupore per il mancato impiego di gran parte dei nuovi acquisti estivi (Leao, Krunic, Bennacer su tutti).

Ancora, sotto la gestione Giampaolo Krzysztof Piątek è sembrato un lontano, pallido parente dell’implacabile pistolero visto nella passata stagione: per il polacco, finora, solo due gol, entrambi su rigore e lo spettro di Leao che ha messo in dubbio l’inamovibilità del numero 9 rossonero. Al nuovo allenatore spetterà il compito di recuperare il polacco, come anche Suso, apparso appannato e senza una posizione fissa in campo.

Giampaolo esonerato dal Milan: la peggior media punti delle ultime cinque stagioni

I numeri della prima parte di stagione del Milan non giocano per niente a favore di Marco Giampaolo: in 7 giornate, infatti, i rossoneri hanno portato a casa 9 punti, con una media di 1,29 a match. Numeri decisamente lontani da quelli della scorsa stagione, con Gennaro Gattuso sulla panchina del Milan: con l’ex centrocampista, infatti, i rossoneri hanno ottenuto 1,79 punti a gara dopo 61 partite.

Nello storico degli ultimi cinque anni, tutti gli altri allenatori hanno fatto meglio di Giampaolo: Vincenzo Montella ha ottenuto una media di 1,60 punti in 52 partite; Sinisa Mihajlovic 1,53 punti in 32 partite; Pippo Inzaghi 1,37 punti in 38 gare; Cristian Brocchi 1,33 in 6 partite.

Prima della vittoria con il Genoa (quindi dopo le prime sei partite), il Milan aveva ottenuto 4 sconfitte e solo 2 vittorie, eguagliando i record negativi del 1930/1931 e del 1938/1939. Ciò che si augurano tutti i tifosi rossoneri, adesso, è che l’ennesimo cambio in panchina in questi tribolati anni permetta loro di tornare a guardare le partite del Milan con quella passione che si stava pericolosamente esaurendo.