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Sanremo 2026, le pagelle degli abiti della serata delle Cover del Festival. Più passerella che playlist (e va bene così)

Immagine di copertina
AGF

Sanremo 2026, le pagelle degli abiti della serata delle Cover del Festival

La quarta serata del Festival è quella che tutti aspettano con il fiato sospeso: la serata delle cover. Emozioni, duetti improbabili, nostalgia che vibra come un vinile appena poggiato sul piatto. Ma quest’anno, diciamolo senza girarci intorno, il pubblico è rimasto più folgorato dai look che dalle note. Alla vigilia della finale le aspettative sono alle stelle, e quando la tensione sale qualcuno osa, qualcun altro esagera, e qualcuno – semplicemente – vince a mani basse. Spoiler: è stata una notte di moda, più che di musica. E noi abbiamo preso appunti.

Laura Pausini: total black, total control (o quasi)

Laura Pausini apre la serata come co-conduttrice e gioca sul sicuro. Sicuro come il nero. Sicuro come affidarsi all’amico Pierpaolo Piccioli per Balenciaga.

Il primo look è una dichiarazione di intenti: T-shirt in nappa nera con strascico, pantaloni coordinati, guanti fucsia acceso che urlano “eccomi!”. Ma il vero pezzo strong sono gli occhiali a mascherina tempestati di strass, portati in testa come una corona 2.0. Rock, potente, un filo difensiva. Elegante sì, ma poteva osare di più. Voto: 7 e mezzo.

Secondo cambio: abito nero in pelle con scollatura intrecciata. I volumi non la aiutano, i capelli sciolti appesantiscono. Con uno chignon forse avremmo gridato al miracolo. Così, purtroppo, no. Voto: 5.

Terzo round: crop top in pelle, pantalone a vita alta e lunghi guanti bianchi. Finalmente equilibrio. Laura torna in carreggiata, più sicura, più centrata. Voto: 7.

Elettra & Las Ketchup: flamenco pop e zero timidezza

Elettra Lamborghini arriva con le Las Ketchup e l’Ariston diventa una mini arena andalusa. Pois, balze, bustier coordinati, scolli a cuore e ruches che svolazzano a ritmo. L’effetto è allegro, folkloristico, decisamente teatrale. Raffinato? Non proprio. Coraggioso? Molto. Sembra la versione glam del “vestiamoci tutte uguali per fare scena”, ma almeno ci si diverte. E alla cover night anche l’energia conta. Voto: 6.

Eddie Brock & Fabrizio Moro: il mistero (fashion) della serata

Fabrizio Moro canta “Portami via” con Eddie Brock. Ma l’unica frase che rimbalza sui social è: “Portateli via”. Pantaloni grigi e giacca scura assemblati senza un’idea precisa, un mood che sembra pescato a caso nell’armadio al buio. Moro tenta una coerenza, ma viene trascinato nel caos. Il risultato è così disarmonico che l’unico giudizio possibile è: non classificati.

Mara Sattei & Mecna: glow up costante

Mara Sattei continua la sua scalata di stile. Abito in tulle, metà poetico metà metallizzato, spacco deciso e presenza scenica che cresce sera dopo sera. Al suo fianco Mecna sfoggia camicia foulard annodata e completo con bottoni dorati: sobrio, elegante, credibile. Una coppia visivamente armonica, moderna senza strafare. Voto: 7.

Patty Pravo: la lezione di classe

Patty Pravo entra in velluto blu ed è subito cinema. Il colore la illumina come un riflettore naturale. Al suo fianco Timofej Andrijashenko in total white firmato Giorgio Armani è statuario, essenziale, impeccabile. Insieme sono una cartolina di eleganza senza tempo. Voto: 7.

Bianca Balti: semplicemente di un’altra galassia

Bianca Balti domina la serata. Senza discussioni. Senza rivali. Il primo abito Valentino Haute Couture firmato Alessandro Michele è poesia in seta rosa pallido: scollatura a V perfetta, drappeggi millimetrici, spola oro con rouches in taffetà che meriterebbe un editoriale dedicato. Il secondo cambio, oro e maxi-rouches, conferma che gioca in un campionato tutto suo. Il terzo è il meno convincente, ma batte comunque metà del cast. Il quarto, nero con collo alto, manica in pizzo e spacco vertiginoso, chiude la partita: magnetica, irripetibile, iconica. Voto: 9 e mezzo. Standing ovation.

Levante & Gaia: disco vibes e déjà-vu

Levante e Gaia scelgono jumpsuit anni 70, pantaloni a zampa, vibe da disco sisters. Levante punta su un nero elegante firmato Armani, Gaia sceglie un beige-marrone effetto velluto con bustier. Coordinate, carine, ma manca il twist. Il bacio finale ricorda più Britney Spears e Madonna agli MTV Video Music Awards che un colpo di genio. Fa sorridere, ma non fa storia. Voto: 6 e mezzo.

Malika Ayane & Claudio Santamaria: eleganza con cervello

Finalmente qualcuno che osa con criterio. Malika Ayane in tight, camicia bianca e cravatta a pois (sì, ancora pois, ma con ironia). Claudio Santamaria in smoking Armani è l’equilibrio perfetto tra essenziale e maschile. Una coppia riuscita senza sforzo apparente. Voto: 8.

Nuovi ingressi: tra sorprese, scivoloni e… redenzioni

Raf sceglie un total white con scarpe abbinate che fa subito effetto gelataio in pausa pranzo. L’intenzione era probabilmente minimal chic, il risultato è più divisa estiva.

The Kolors cercano di armonizzarsi, ma la scelta cromatica e il taglio degli outfit creano un cortocircuito estetico che non li valorizza. È un no deciso. Voto: 4 e mezzo.

J-Ax con Ligera County Fam regala finalmente un po’ di eleganza. Quando vuole, sa tirare fuori uno stile pulito e credibile: qui lo fa, e bene, con una vibe “Buena Vista Social Club” sorprendentemente centrata. Il gruppo è armonico e piacevole da guardare. Voto: 6 e mezzo.

Ditonellapiaga e Tony Pitony portano leggerezza e ironia. Lei con parrucca rosa lunga, camicia e hotpants neri è fresca e calibrata. Lui, occhi nascosti come sempre e completo minimale, funziona da contrappunto. Insieme convincono. Voto: 7.

Enrico Nigiotti, la perseveranza è una virtù. Ma non sempre. Per la cover con Alfa ripropone lo stesso look nero, lo stesso man bun, lo stesso tutto. Alfa lo segue su un territorio sicuro e un po’ noioso. Serve un twist che non arriva. Voto: 5.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia sceglie il rosso drammatico: spalle scolpite, maniche lunghe, portamento teatrale. Dopo le tonalità neutre delle serate precedenti, è una svolta riuscita. Voto: 7.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi osa con un completo a petto nudo dalle linee ampie e spilla decorativa sul petto: eleganza moderna e consapevole. Britti e Biondi lo accompagnano con discrezione lasciandolo emergere. Voto: 7.

Francesco Renga cambia registro: addio formalismo, benvenuto blouson di pelle. Il tentativo rock però non decolla. Giusy Ferreri in tuxedo dress con bottoni enormi e silhouette un po’ “Lady Oscar” è simpatica ma difficile da catalogare. Insieme non trovano sintonia stilistica. Rimandati.

Arisa punta ancora sul bianco: abito con cappa in velo, eterea e quasi sacrale con il Coro del Teatro Regio. Il colpo di stile sono i capelli corvini raccolti in una treccia impeccabile che bilancia il candore dell’outfit. Eleganza che non sorprende ma piace. Voto: 7-.

Samurai Jay, Belén Rodríguez e Roy Paci formano un trio armonico e seducente. Belén magnetica in abito nero in voile con giarrettiera di strass in vista. Samurai Jay in completo di pelle attillatissimo è perfettamente nel personaggio. Roy Paci completa con sobrietà. Molto ben riusciti. Voto: 8.

Sal Da Vinci e Michele Zarrillo scelgono due completi neri interpretati in modo diverso: Zarrillo più raffinato, Sal Da Vinci più teatrale. Nulla di sbagliato, nulla di memorabile. Voto: 6 meno.

Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser sono finalmente sé stessi. Fedez in maglia mesh mostra il petto tatuato con sicurezza. Masini con gilet, camicia nera e anfibi aggiunge anima rock senza esagerare. La catena ai pantaloni è un dettaglio ben riuscito. Armonia rara tra personalità diverse. Voto: 8.

Ermal Meta veste ancora Trussardi per la serata con Dardust. Denim floccato blu, camicia in raso, cravattino e trench d’archivio in pelle blu: scultoreo, modernissimo, sofisticato. Una delle scelte migliori della serata. Voto: 9.

Per Nayt e Joan Thiele è lei a cambiare tutto: mini abito in velluto nero, strisce di tessuto che scendono dai polsini, tiara da regina indie. Lui in completo nero semplice lascia che la scena sia sua. Coppia intelligente e armonica. Voto: 8.

Luchè e Gianluca Grignani? Il primo in pantaloni camouflage 3D e maglione marrone, il secondo in pelle nera con occhiali da sole immancabili. Due mood diversi, entrambi borderline tamarro chic. Poca eleganza, molta confusione. Voto: 5.

Chiello con Saverio Cigarini porta un look ancien régime rivisitato: giacca di raso bianco, maniche in pizzo che emergono dalle maniche. Un mix storico-pop ben realizzato. Cigarini lo accompagna con sobrietà, lasciandolo brillare. Piace davvero. Voto: 8.

Leo Gassmann e Aiello chiudono la serata con pulizia ed eleganza. Total black oversize per il primo, camicia bianca minimalista ma di presenza per il secondo. Una delle poche coppie efficaci senza sovrastrutture. Voto: 8.

Il verdetto finale

La cover night ci ha ricordato una cosa: a Sanremo la musica conta, ma lo stile fa rumore. E quando le note si confondono, un guanto fucsia, una stola couture o un velluto blu possono diventare il vero ritornello che resta in testa. La finale è alle porte, le aspettative sono altissime e ormai lo sappiamo: non basta cantare bene. Bisogna brillare. E quest’anno, più che mai, l’Ariston è stato una passerella con microfono.

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