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Elena Santarelli a Domenica In: “Mio figlio mi ha chiesto se rischiava di morire”

La showgirl da Mara Venier: "Oggi sono in terapia. Non dormirò mai più serena"

Di Antonio Scali
Pubblicato il 20 Ott. 2019 alle 20:23
Immagine di copertina

Elena Santarelli a Domenica In parla del figlio Giacomo e della sua malattia

Una storia fatta di tanti momenti difficili ma anche speranza e ottimismo. Elena Santarelli ha raccontato il dolore per la malattia del figlio Giacomo nella puntata di oggi, 20 ottobre 2019, di Domenica In. La showgirl è stata ospite di Mara Venier in occasione della presentazione del suo libro Una mamma lo sa.

Un’esperienza che l’ha segnata particolarmente, a causa del tumore celebrale che ha colpito il ragazzo, dal quale per fortuna è guarito nel maggio di quest’anno. Nello studio di Domenica In la modella di Latina ha raccontato questo percorso, a tratti drammatico.

“Ci sono due motivi per cui ho deciso di scrivere questo libro: uno è perché in questo modo, con il ricavato posso aiutare la ricerca, l’associazione. Poi avevo bisogno di fare capire alle persone che cosa ho provato, anche per far capire cosa davvero ho vissuto, soprattutto contro quegli haters che mi hanno giudicato così facilmente, perché andavo a lavoro, facevo le foto da modella tutti hanno detto qualcosa. Quella è la second life, quella raccontata nel libro è la vita vera”.

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Una risposta agli haters che l’hanno accusata di voler lucrare attraverso la pubblicazione del libro, cosa non vera perché il ricavato andrà completamente al progetto Heal, il cui capo è l’oncologa del figlio.

Uno dei momenti più difficili, racconta Elena Santarelli a Domenica In, è stato quello dell’operazione di suo figlio Giacomo: “È stato un intervento molto lungo, di 14 ore, non mi vergogno di dirlo ma ho preso delle gocce per stare calma, anche perché venivo da 5 giorni precedenti in cui non ho né mangiato, né dormito. Ho consegnato mio figlio, come molte delle mamme fanno, a dei medici in sala operatoria e non sapevo se lo avrei rivisto e come”.

“Lui mi ha detto nella sala d’attesa, in sala operatoria e lui mi ha tirato giù. “Mamma posso morire con questo intervento?”. Non ne avevamo mai parlato e io ho detto “No Giacomo, ma che dici, l’intervento durerà un’ora, sarà velocissimo”. Qualche settimana dopo mi ha detto “Mamma io lo sapevo che avevi paura, ti tremava il labbro e avevi le mani sudate e bagnate”. Non si può nascondere nulla”, ha aggiunto la Santarelli.

Poi, finalmente, la notizia della guarigione: “La mia dottoressa, Angela Mastroruzzi, mi ha chiamata, era il 10 maggio, io stavo nella mia macchinina a fare 200mila cose come mio solito, accosto nella corsia di emergenza per rispondere. Avevamo fatto tanti esami nei giorni precedenti,  quindi sapevo che avrei dovuto avere questa telefonata: “Elena ti devo dire una cosa molto bella, Giacomo è guarito non c’è più niente, è in follow up, da seguirà un momento di controlli”. Non sono scoppiata a piangere, sai aspetti quella telefonata, la aspetti e la immagini nella tua testa, ma quando arriva non sai cosa fare”.

Per festeggiare, Elena con la sua famiglia ha deciso di concedersi un viaggio: “Siamo andati solo noi 3, il viaggio lo abbiamo fatto io, mio marito e Giacomo ed era giusto festeggiare nel luogo in cui ci aveva chiesto di portarlo, a New York, siamo andati e siamo partiti, in fretta e furia. Non ho portato mia figlia con me, perché era una cosa che dovevamo viverci noi 3. Quando tutto è iniziato lei era piccola due anni fa, non si rendeva conto di nulla”.