Barbara D’Urso: non serve alzare l’asticella del trash per guadagnare share

Di Franco Bagnasco
Pubblicato il 14 Set. 2020 alle 18:55 Aggiornato il 14 Set. 2020 alle 18:56
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Immagine di copertina

Le due signore che da anni monopolizzano (a qualsiasi ora) la domenica televisiva degli italiani, ovvero Barbara D’Urso e Mara Venier, hanno ripreso la sfida degli ascolti in affanno. Con una rivale giovane e agguerrita, Francesca Fialdini, che guadagna vistosamente terreno e che ieri su Rai1, con la seconda edizione di “Da noi… A ruota libera”, ha portato a casa il 14,25% di share. Un buon exploit che senza dubbio mette un po’ di pepe nel gineceo delle star televisive.

Giusto per fare un esempio, “Domenica Live“, il pomeridiano della rivale Carmelita, su Canale 5, si è fermato ben due punti sotto, al 12,17%. E la Venier, che tornava con “Domenica in” consegnando lo spazio alla Fialdini, ha racimolato nella prima parte del programma il 14,58% e nella seconda il 13,75%. Un ascolto “onesto”, coi tempi che corrono, ma lontano dalle platee ben più pingui che l’energica zia Mara radunava tempo fa.

Che cosa sta succedendo? Vuoi vedere che riproporre le stesse facce e gli stessi formati per lustri, senza aggiungere ingredienti nuovi, alla fine inizia a stancare il pubblico? Ne sa qualcosa la regina dell’ammiraglia Mediaset, che, dopo la sua corvée pomeridiana (giusto il tempo di asciugarsi il sudore dalla fronte e cambiare completino) tornava più tardi in prima serata con il suo “Live – Non è la D’Urso“. La zuppa trash che ha proposto con – fra gli altri – i soliti Fabrizio Corona e Angela, la signora del “Non ce n’è coviddì” fresca di debutto su Instagram, ha pareggiato contro il film di Rai1 “A casa tutti bene”. Entrambi hanno registrato esattamente il 14,53% di share. Ma la trasmissione della D’Urso (vista da 2.022.000 spettatori) terminava ben più tardi del film (2.766.000 teste), alzando la media dello share traghettandosi verso le ore piccole. Un espediente vecchio come il mondo che le è servito però soltanto a pareggiare. Brutta storia.

Come se non bastasse, scommetteremmo che oggi un po’ di sudore freddo e di nervosismo deve esserle venuto dando un’occhiata alla pagina Facebook di Sorrisi e canzoni Tv, che è edito da Mondadori e che ha sempre trattato con grande simpatia i programmi di Canale 5. Postando un affettuoso link preso dal sito con una foto della conduttrice partenopea che rimandava a una stringatissima sintesi degli ascolti di ieri, l’estensore del pezzo l’ha accompagnato con un’affermazione e una domanda: “Ieri sera più di due milioni di spettatori hanno guardato Live – Non è la D’urso. E voi?”.

Non l’avesse mai fatto. Sono piovuti al momento in cui scrivo (ore 17.20) ben 137 commenti. La stragrande maggioranza dei quali o critici, o iper critici nei confronti della trasmissione dursiana o della stessa conduttrice. Oppure sfoghi di persone che con orgoglio rivendicavano di non averla vista. Vediamone alcuni, omettendo per correttezza quelli offensivi o con richiami sessisti. Renata Ruffoni: “Consoliamoci… Se la popolazione italiana si aggira sui 58/60 milioni di persone e solo 2 milioni di queste hanno seguito la D’Urso, non tutto è perduto”. Giovanni Fabbri: ”Più di 2 milioni” come se fosse un trionfo”. Loredana Volpicelli: “TV spazzatura… Per fortuna esistono Netflix e Amazon video. Chiudete il programma”. Maria Luisa Sgalla: “Assolutamente no. Ho spento pure la tv”.

Cristina Poli: “Mica tanto, sta perdendo colpi, alleluia! I suoi programmi sono un inno all’ignoranza e all’inutilità!”; Annamaria Manzi: “Mai programma di urli ospiti sgradevoli solo lamenti, x fortuna c’è dell’altro”. Stefania Carrara: “Non lo guardo mai, programma spazzatura”; Barbara Bracaccia: “La D’Urso non la sopporto, quindi qualunque programma è meglio dei suoi….”; Maria Lucia Panetta: “Ma lei distorce sempre la realtà, secondo lei vince sempre il suo programma, anche se non è vero”; Patrizia Cozzolino: “Tutto tranne lei”.

Sul totale, sono veramente pochissimi i commenti favorevoli o di chi dice di aver guardato il programma e non altro. Un plebiscito contro la tv della D’Urso, insomma. Che arriva stavolta da un pulpito inatteso. La petizione aperta nella scorsa stagione tv da Mattia Mor su change.org per “Cancellare i programmi di Barbara D’Urso” è arrivata intanto a più 475 mila firme.

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