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Sanremo 2026, Irina Shayk: “Sono femminista a modo mio. L’Ucraina? Sono qui per la musica, nessun commento politico”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le parole della modella russa, co-conduttrice della terza serata del Festival

Tra le protagoniste della terza serata del Festival di Sanremo 2026 c’è Irina Shayk. La modella russa si è presentata nella consueta conferenza stampa quotidiana parlando in inglese: “Buongiorno, non parlo italiano. Ho usato tutte le parole che conosco in italiano… Carlo, ho sentito tanto parlare di te e del festival, sono davvero molto felice e onorata di essere qui. Non vedo l’ora”. Quando le è stato chiesto un commento sull’Ucraina, ha risposto: “Vorrei evitare commenti a carattere politico siamo qui per celebrare l’amore, la musica, l’energia positiva che creiamo. Nel mondo stanno accadendo diverse cose ma sono felice e grata di essere qui circondata da tutti i vostri sorrisi. Nessun commento di carattere politico”.

La modella, poi, ha aggiunto: “Sanremo è un momento per celebrare l’amore, anche Eurovision è stato strutturato nello stesso modo. Ho tanti amici italiani che seguono il Festival. Quando Carlo mi ha invitato a co-condurre, non ho potuto dire di no. Anche io voglio entrare nel Dna di questo Paese. Io voglio inviare un messaggio di pace e di amore a tutto il mondo, da russa sono lieta di questa occasione. Dal profondo del mio cuore vi mando solo amore e pace, a chi non è stato lieto della mia presenza, non si può piacere a tutti”.

Irina Shayk, quindi, ha raccontato di essere “una femminista, ma una femminista a modo mio. Non vorrei che gli uomini sparissero dalla terra. Vorrei che gli uomini nelle relazioni interpersonali cambiassero”. Poi ha raccontato la sua infanzia: “Mia mamma è stata insegnante di musica, io suonavo il piano e cantavo nel coro. Ma non chiedetemi di cantare. Mamma ha amato Mina, Celentano, Pausini, Anna Oxa. La musica italiana va dritta al cuore, si sente dentro il significato dei testi. Sono felice di essere qui, al Festival di Sanremo che fa parte del Dna dell’Italia”. E come è arrivata al successo: “Non direi di avere avuto un’infanzia difficile, avevamo un bel giardino, se mi chiedete di curare l’orto lo so fare. Nella mia vita non ho mai dimenticato le mie radici, mi ricordo da dove vengo e conta la gentilezza. Nella vita non importa quello che abbiamo, ma la vicinanza dei nostri cari. Peraltro è quello che cerco di insegnare a mia figlia, quando mi dice che vuole andare in vacanza. Le dico: ‘Prima devi pulire, poi usciamo”‘.

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