Sanremo 2026, Carlo Conti: “Se voterò al referendum? Non lo so. Poche donne in gara? Scelgo le canzoni”
Le parole del conduttore e direttore artistico della kermesse durante la conferenza stampa
Carlo Conti glissa una domanda sul referendum e replica a chi lo accusa di aver scelto poche cantanti donne per il Festival di Sanremo 2026. Durante la consueta conferenza stampa quotidiana, in cui ha parlato anche del calo degli ascolti, il conduttore e direttore artistico della kermesse ha risposto così a una domanda sul referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo: “Se voterò? Non lo so. Io ho un’opinione ben precisa. Quando eleggo delle persone, le eleggo per essere i miei rappresentanti, mi fido di loro e secondo me lo devono fare loro. Poi c’è anche lo strumento del referendum, ma mi piace che le persone che eleggiamo siano competenti e portino avanti le nostre indicazioni”.
Il presentatore, poi, ha dato vita a un botta e risposta con una giornalista che gli faceva notare come le donne fossero meno rispetto agli uomini dei 30 big in gara. “Se non ci sono le canzoni non si possono scegliere cantanti donne, mi assumo le responsabilità delle scelte che ho fatto in base alle canzoni che sono state presentate” ha dichiarato Conti. “Ma è lei il direttore artistico, quindi preferisce i cantanti uomini” ha replicato la giornalista con il conduttore che ha aggiunto: “Evidentemente è un momento discografico dove la presenza maschile è superiore a quella femminile”. Davanti all’insistenza della reporter, il presentatore ha ripetuto per due volte: “Io scelgo le canzoni”. E a proposito di donne, Carlo Conti si è scusato per la mancata consegna dei fiori alle Bambole di pezza spiegando: “Per godermi lo spettacolo ero sceso in platea e non ho fatto in tempo a tornare sul palco per consegnare i fiori. Erano pronti cinque mazzi, gliene porterò dieci”.