Salvo Sottile replica a Milo Infante: “Non sei Maradona, il tuo nuovo programma ha lo stesso nome con il fuso orario Mediaset”
Botta e risposta tra i due giornalisti
Botta e risposta tra Salvo Sottile e Milo Infante. L’ex conduttore Rai, passato a Mediaset, in un’intervista a Il Messaggero aveva espresso il suo rammarico per la decisione della Rai di non cambiare nome al programma Ore 14, che dalla prossima stagione televisiva verrà condotto proprio da Salvo Sottile, un “po’ come il ritiro della maglia nel calcio”. Ospite de Il libro possibile, Sottile ha replicato al collega definendo l’intervista di Milo Infante come “una lunga requisitoria contro la Rai e i suoi dirigenti”. Quindi, a proposito di Ore 14, ha affermato: “Le maglie si ritirano quando te le chiami Maradona, Totti o Baresi. Non quando cambi azienda”. La Rai “ha deciso di conservare Ore 14 perché è un brand importante. Se fosse dipeso da me, magari gli avrei anche dato un nome diverso. Ma non era una decisione mia”. Sottile ha quindi ricordato che Infante “quando ha dovuto battezzare il suo nuovo programma… lo ha chiamato Ore 11. In pratica, Ore 14… con il fuso orario di Mediaset”.
Riguardo al suo nuovo impegno Milo Infante sottolinea che la cronaca “è anche un modo per guardare la realtà dei fatti. La devi saper fare con rispetto per le persone che vivono quelle storie, soprattutto di delitti. Ore 14 è un marchio importante della Rai, sia nella fascia di daytime che nella fascia serale. Io prendo questo testimone con grande umiltà, ma cercando ovviamente di portare il mio stile, la mia impronta”. Il conduttore ha aggiunto che “cercherò ovviamente di apportare delle migliorie dove possibile, cercando di unire il rigore giornalistico, l’autorevolezza che contraddistingue il servizio pubblico a un modo di raccontare la cronaca che sia diverso, e nello stesso tempo aiuti il pubblico ad avere gli strumenti giusti per poter capire che cosa succede nel nostro tempo”.
Per Salvo Sottile condurre la trasmissione “è una bella sfida perché prendo un prodotto che è già consolidato. Ovviamente il mio obiettivo è quello di farlo crescere sia nella parte diurna, nel daytime, che nella parte serale. Sarà un percorso lento, perché arriviamo dall’estate, con la rete tradizionalmente spenta, però cercheremo piano piano di salire tutti i gradini che ci porteranno ad avere, spero, l’interesse e il favore del pubblico”. Sui social, invece, il giornalista pensa che debbano “essere usati come uno strumento per potersi informare, potersi fare un’opinione libera, potere pensare con la propria testa, in questo penso che siano molto utili e non esiste ormai programma televisivo che non li utilizzi. È ormai un binario doppio che va di pari passo rispetto al passato”.