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Myss Keta: “A Milano gira un sacco di droga. La mia faccia? La conoscono solo mia madre e l’ostetrica”

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Myss Keta: “Solo mia madre e l’ostetrica conoscono la mia faccia”

Il mistero sulla sua identità, il successo, la Milano sushi & coca: Myss Keta ripercorre la sua carriera in una lunga intervista in cui si racconta senza filtri, o quasi.

Al Corriere della Sera, infatti, parlando della sua maschera, che cela la sua vera identità, la cantante afferma: “Senza maschera mi conoscono solo mia madre e l’ostetrica. Quando lavoro, quando collaboro con altri artisti mi presento mascherata. Sarebbe come chiedere a Batman o Superman di andare al lavoro senza costume”.

Una delle chiavi del suo successo, infatti, è proprio il mistero inerente alla sua identità, che non conoscono neanche gli artisti con i quali ha collaborato come Elodie e Mahmood: “Prendo sempre qualcosa da chi collaboro. Mahmood era straimpegnato per Sanremo, ma mi ha fatto capire che quando vuoi davvero qualcosa riesci a trovare il tempo per farlo. Elodie è istintiva, spontanea, mi ha spinto a dare voce a questo lato. E poi durante la nostra fuga a Celebrity Hunted mi ha insegnato una amatriciana da paura”.

Icona Lgbtq+, Myss Keta parla anche della politica italiana, del governo Meloni e di Elly Schlein: “Con un governo come quello in carica non bisogna dare per scontato nessuno dei diritti che abbiamo acquisito finora. Purtroppo ci sono leggi che possono cambiare, lo abbiamo visto in altri Paesi: stavamo dando per scontato il diritto all’aborto, invece si può tornare indietro anche su questi temi”.

“Avrei preferito un altro tipo di governo, un altro tipo di presidente del Consiglio – continua la cantante – Non la vedo come una vittoria delle donne, perché non è una vittoria che tutela le donne. Elly Schlein mi piace, non l’ho ancora incontrata, ma la inviterò al mio concerto”.

In uno dei suoi brani più famosi, Milano, sushi & coca, la cantante raccontava le notti del capoluogo lombardo tra alcol, droga e sesso: “È un testo satirico e brutale, una fotografia masticata di una Milano che da una parte è conturbante e dall’altra ti turba profondamente. In questo testo ho cercato di restituire tutti questi angoli diversi, la seduzione ma anche la repulsione che ti dà vedere certi movimenti, certe situazioni notturne”.

“La Milano di sushi & coca magari è cambiata nella forma, ma molte cose sono ancora quelle lì. È una fotografia ancora affidabile. Ho visto cose che voi umani non potete immaginare” conclude Myss Keta.

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