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Sanremo 2019: le pagelle e le recensioni delle 24 canzoni in gara

Di TPI
Pubblicato il 10 Feb. 2019 alle 00:00 Aggiornato il 10 Feb. 2019 alle 12:25
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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Recensioni | Giudizi | Voti | Cantanti | Festival

SANREMO 2019 PAGELLE CANZONI – Ventiquattro canzoni. Generi e artisti molto diversi tra loro, con l’obiettivo di rappresentare in maniera ampia e il più fedele possibile il panorama musicale di oggi.

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Queste le intenzioni del direttore artistico Claudio Baglioni, confermato alla guida del Festival di Sanremo per il secondo anno consecutivo.

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Al suo fianco nel ruolo di conduttori Claudio Bisio e Virginia Raffaele. La sensazione, dopo il primo ascolto dei brani in gara, è che quest’anno più del solito al centro di Sanremo 2019 ci sarà veramente la musica, in tutte le sue forme e rappresentazioni.

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Non ci sarà la gara dei giovani, sostituita dalla trasmissione Sanremo Giovani andata in onda a dicembre 2018, e che ha permesso ai due vincitori, Einar e Mahmood di competere sul palco dell’Ariston direttamente con gli altri Big.

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Anche quest’anno, inoltre, non ci saranno eliminazioni: tutti i 24 cantanti potranno giocarsi la vittoria fino alla finale prevista sabato 9 febbraio 2019. Vediamo nel dettaglio le sensazioni dopo un primo ascolto delle canzoni in gara.

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Ovviamente sono voti provvisori, per un giudizio definitivo occorrerà ascoltare le esibizioni dal vivo, a cominciare dal 5 febbraio 2019. Su Tpi potrete infatti trovare serata per serata la cronaca e le pagelle complete del Festival di Sanremo 2019.

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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Nek – Mi farò trovare pronto: voto 6,5

Un brano decisamente orecchiabile, nello stile del suo interprete. Una melodia elettropop che funziona e potrebbe essere accolta positivamente dal pubblico. Il chiaro obiettivo è quello di diventare una hit radiofonica, vedremo se ci riuscirà. Il ritornello è piuttosto ritmato. Suggestivo il duetto del venerdì con Neri Marcorè. (QUI IL TESTO)

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce: voto 6,5

Una delle collaborazioni alla vigilia più attese e quasi impensabili di questo Sanremo 2019. Una sorta di trap neomelodico che al primo ascolto convince  fino a un certo punto. Da apprezzare la voglia di avvicinarsi a un genere totalmente diverse dal suo per Nino D’Angelo, che canta anche lui con l’autotune. Il pezzo parla dell’incontro tra due generazioni, e ricorda un po’ il sound di “O’ vient” di Clementino. Cori non sembra ancora all’altezza. (QUI IL TESTO)

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Dentro il Rojava, guerra di Siria

Ultimo – I tuoi particolari: voto 7

Dopo il successo tra i Giovani, Ultimo ha ormai spiccato il volo. È uno degli artisti italiani più in voga, pronto al debutto allo stadio Olimpico. Il brano, che parla di un amore che non c’è più,  convince ed è nelle sue corde. Il cantante romano mette in luce bene le sue abilità vocali e di interprete. (QUI IL TESTO)

Sanremo 2019 pagelle canzoni | Zen Circus – L’amore è una dittatura: voto 7,5

Quando dicevamo che Baglioni ha voluto portare in questo Sanremo tutti i colori della musica, ci riferivamo anche a una band come gli Zen Circus. Un brano pieno di ritmo anche se quasi senza ritornello, una cavalcata trionfante che porta scena una ricerca di speranza contro i mali del mondo. Uno dei pezzi più belli della 69esima edizione del Festival. (QUI IL TESTO)

Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta: voto 3

Brano piuttosto inconsistente, della serie vorrei ma non posso. Un rap che vorrebbe diventare una hit alla Fedez, ma senza grandi qualità. Rime piuttosto banali e un’amalgama tra i due artisti che non si vede. Difficilmente passerà alla storia della musica italiana. (QUI IL TESTO)

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Arisa – Mi sento bene: voto 7

Arisa in questa canzone conferma di essere una delle voci più intonate del panorama italiano. Un brano che inizia con una intro quasi disneyana per poi cambiare completamente. Il testo parla della ricerca di una risposta quando tutto finisce, e lo fa con un ritmo incalzante. (QUI IL TESTO)

Simone Cristicchi – Abbi cura di me: voto 7

Il suo ritorno è tra i più attesi e Cristicchi non delude. Il pezzo ricorda le armonie di Ti regalerò una rosa, è più recitato che cantato, ma affascina. L’arrangiamento è essenziale ma in generale la canzone si fa ascoltare con piacere. Interessante il duetto con Ermal Meta. (QUI IL TESTO)

Sanremo 2019 pagelle canzoni | Achille Lauro – Rolls Royce: voto 6,5

Il rapper romano sorprende con un brano davvero rock. Cita autentici miti come Elvis Presley, Amy Winehouse, i Doors e Jimi Hendrix. Una canzone meno trap rispetto al suo classico repertorio e con meno autotune. Uno dei giovani artisti con più carisma di questo Festival, ci si aspetta parecchio. (QUI IL TESTO)

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Francesco Renga – Aspetto che torni: voto 4

Se doveva tornare così, il buon Renga, beh ne potevamo anche fare a meno. Un brano decisamente nelle sue corde, anche troppo. Una canzone eccessivamente sanremese e pienamente nello stereotipo del suo repertorio più classico. Poteva fare di più. (QUI IL TESTO)

Negrita – I ragazzi stanno bene: voto 5

Di certo non il pezzo migliore della loro lunga carriera. Ripete stilemi e ritmi dei tempi migliori, senza dimostrare la capacità di innovarsi o mostrare qualcosa di diverso. Ai fan sfegatati della band non dispiacerà, ma si poteva osare qualcosa meno da comfort zone. Bello il testo. (QUI IL TESTO)

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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Einar – Parole nuove: voto 3

Semplicemente una brutta canzone. L’ex cantante di Amici, uno dei due vincitori di Sanremo Giovani, porta sul palco dell’Ariston un brano debole assai e, a dispetto del titolo, tutt’altro che innovativo. Occasione sprecata. (QUI IL TESTO)

Patty Pravo e Briga – Un po’ come nella vita: voto 5,5

Ci si aspettava decisamente di più da questo accostamento insolito, tra una regina della musica italiana come l’ex ragazza del Piper e il giovane uscito dai talent Briga. Una canzone nelle intenzioni innovativa, ma alla prova dei fatti deboluccia e che non spicca mai il volo. Nulla di inascoltabile, ben inteso, ma abbiamo sentito brani migliori. (QUI IL TESTO)

Boomdabash – Per un milione: voto 6

Un brano reggae che punta a diventare una delle hit della prossima estate. Ma siamo ancora a febbraio e l’obiettivo è vincere Sanremo. Potrebbero sfruttare l’effetto sorpresa, come Lo stato sociale lo scorso anno, ma il pezzo è più debole di “Una vita in vacanza”. Vengono dal successo di Non ti dico no, questa “Per un milione” sembra meno travolgente. (QUI IL TESTO)

Sanremo 2019 pagelle canzoni | Anna Tantangelo – Le nostre anime di notte: voto 4,5

Un pezzo debole, una ballata che sa di già sentito e che molto probabilmente non passerà alla storia. Lei sa cantare e ha una voce di livello, ma questo pezzo non le rende giustizia. Quando deciderà di portare qualcosa di più allegro e meno lagnoso? (QUI IL TESTO)

Mahmood – Soldi: voto 7

Mamhood è l’altro vincitore di Sanremo Giovani. Il brano promette bene, ha un bel ritornello ed è assolutamente moderno. Una delle possibili rivelazioni di questo Festival. Le immagini del testo sono attuali e fresche per un giovane di oggi. Ha detto che all’Ariston si esibirà senza autotune. Interessante il duetto del venerdì con Gué Pequeno. (QUI IL TESTO)

Paola Turci – L’ultimo ostacolo: voto 6,5

Passano gli anni ma la Turci dimostra di essere ancora un’interprete di Serie A. La sua voce sofferente dà spessore a un brano più che discreto. Un pezzp nelle sue corde e nel suo stile, anche se forse un filo sotto i sui successi migliori. Interessante il duetto con Beppe Fiorello. (QUI IL TESTO)

Daniele Silvestri – Argento vivo: voto 8

Probabilmente il brano più bello di questo Sanremo. Il grande punto di forza è senz’altro il testo, che arriva dritto allo stomaco di chi ascolta e fa riflettere. Racconta la complessa storia di un ragazzino di 16 anni. Con lui anche il rapper Rancore. Duetto del venerdì con Manuel Agnelli. (QUI IL TESTO)

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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Ex-Otago – Solo una canzone: voto 5,5

Ci si aspettava di più da questa band al proprio debutto davanti al grande pubblico di Sanremo. Il testo è interessante, la musica convince meno. Parla dell’amore tra persone di una certa età. Una ballad non indimenticabile. (QUI IL TESTO)

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me: voto 5,5

Cosa ci si può aspettare da un’icona della musica italiana come Loredana? Forse qualcosina in più, anche se in verità la Bertè non ha mai ottenuto molto nel corso delle sue partecipazioni a Sanremo. Una canzone che sembra non decollare mai, di certo non la migliore del suo repertorio. Vedremo se sul palco del Festival saprà dare con il suo carisma quello che al brano manca. (QUI IL TESTO)

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood: voto 5,5

L’ex concorrente di X-Factor porta un brano della più classica tradizione sanremese. Tutt’altro che rock, Nigiotti parla dei ricordi di suo nonno in una canzone fin troppo nostalgica. Da un cantautore che ha dimostrato buone doti ci si aspettava di meglio. (QUI IL TESTO)

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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Motta – Dov’è l’Italia: voto 7,5

Probabilmente il classico pubblico di Rai 1 neppure sa chi sia Motta, o lo confonde con una marca di panettoni. Il suo è un brano molto bello, che parla dei migranti, tema oggi assai dibattuto e divisivo. Un testo molto emozionante, che conferma le grandi doti da cantautore di questo ragazzo. (QUI IL TESTO)

Irama – La ragazza col cuore di latta: voto 5,5

Dopo aver inanellato un successo dietro l’altro, l’ex di Amici si presenta a Sanremo con un brano che non convince del tutto, almeno al primo ascolto. Il brano racconta la storia di una ragazza che subisce violenze dal padre, e la memoria va subito a Mary dei Gemelli DiVersi. Una canzone che appare fin troppo costruita. (QUI IL TESTO)

Ghemon – Rose viola: voto 6

Il brano non è male, e neppure la voce di Ghemon. Unisce stili diversi, dal rap al R’n’B. Bisognerà vedere come verrà accolto dal pubblico di Sanremo. Dalla sua Ghemon ha una naturale padronanza del palco. (QUI IL TESTO)

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Sanremo 2019 pagelle canzoni | Il Volo – Musica che resta: voto 5

Non è una canzone eccezionale, anche perché sembra strizzare troppo l’occhio a “Grande amore”. Qualcosa insomma di già sentito. Si tratta ovviamente del solito trionfo del bel canto, in quella che è la cifra caratteristica dei tre giovani tenori. Al grande pubblico potrebbe piacere. (QUI IL TESTO)