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Il dramma di Morgan: “Dopo lo sfratto, vivo a Chinatown tra gli insetti”

Il cantante confessa di non riuscire più a lavorare

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 10 Set. 2019 alle 15:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 15:23
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Immagine di copertina
Morgan. Credit: Instagram

Morgan dopo lo sfratto vive tra gli insetti

Morgan torna a parlare dopo il doloroso addio alla vecchia casa avvenuto dopo lo sfratto e ora racconta la sua nuova vita, a Chinatown, tra gli insetti. Il cantante lo rivela in un’intervista rilasciata ai Lunatici di Radio Due.

Non è un periodo semplice quello che il cantante sta attraversando e tutto il dramma che sta vivendo viene fuori con forza durante l’intervista. Lo chiama stupro, lo sfratto che ha dovuto subire qualche mese fa.

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“Sto molto male, non sono più lo stesso. Uno non ci pensa, ma quello che mi è successo equivale a uno stupro. È identico”, ha riferito il cantante.

“La casa è importante, è la più importante cosa che hai. Quando non sai ripararti dal freddo vai a casa e sopravvivi. Questo vale per tutti. Per una persona come me, che fa di quello che ha attorno un oggetto d’arte, lo è ancora di più. La mia casa era un’installazione. La mia casa è stata svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro”, ha continuato il cantante ai Lunatici.

“È stata comprata da un maniaco che ha voluto la mia casa perché è un mitomane. Mi hanno portato fuori dalla mia casa con le armi. Io piango, ho tutto lì, tutti i miei progetti. Io stavo sempre in casa a studiare, non sono uno come J-Ax o Fedez. Ora sono in uno sgabuzzino a Chinatown a Milano con un sacco di insetti. Non sto più lavorando, prima facevo un sacco di cose, ora non faccio più niente”, ha aggiunto Morgan in preda alla disperazione.

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Ma l’attenzione del cantante si concentra soprattutto sul giudice che ha disposto il suo sfratto: “C’è un giudice che è il paladino degli sfratti. Peggio del giudice della canzone di De Andrè, che diventa giudice solo per poter mandare al patibolo la gente. I giudici dovrebbero giudicare, lo dice la parola stessa. Prendi una questione, ne valuti gli aspetti, pesi e capisci cosa pesa di più. Non fai a priori tutto. Il giudice che ho incontrato io non è un giudice, è uno che non si sa perché è lì, è uno sbruffone. Dovrebbe sfruttare l’occasione per fare veramente il suo lavoro e pensare, ma evidentemente non ce la fa. Ora manderà tutto al macero”, ha spiegato ancora Morgan.

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