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Home » Spettacoli » Musica

Dall’Etna al Colosseo: i video virali del batterista che suona davanti alle bellezze d’Italia

Immagine di copertina
Flaviano Pennisi

Il batterista che suona davanti ai monumenti di tutta Italia

Cinque anni fa Flaviano Pennisi, 31 anni, è partito dalla Sicilia armato solo della sua batteria per portare in giro in tutta Italia il suo progetto Suonare Unniedderè Project, un’iniziativa artistica che ha lo scopo di promuovere la bellezza e la cultura del nostro Paese.

Arrivato alla sua 65esima tappa, Flaviano ha attraversato piccoli borghi, paesi, città e piano piano questo progetto ha avuto sempre più risonanza. Oggi il giovane batterista vanta collaborazioni importanti come quella con l’attore Stefano Fresi, che ha raccontato in un video monologo la storia del progetto ideato da Flaviano, ma anche riconoscimenti importanti come quello dell’ultima tappa a Villa Borghese presentata da Giancarlo Magalli.

Con il suo progetto Suonare Unniedderè Project, Flaviano ha il sogno di avvicinare tutti, soprattutto i più giovani, alla musica e nello specifico all’arte delle percussioni e allo stesso tempo mostrare le bellezze del nostro Paese attraverso i video che per ogni tappa realizza e posta sulle pagine social.

In ogni video Flaviano, oltre a suonare la batteria ovunque (Unniedderè significa ovunque in siciliano arcaico), racconta storie, aneddoti e leggende del luogo che fa in quel momento da cornice alla sua esibizione. I suoi video hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni sui social e grazie a questo Flaviano ha potuto collaborare con grandi artisti come Cesareo degli Elio e le storie tese, Jeffrey Jey degli Eiffel65, Shaun Martin degli Snarky Puppy, Maurizio Solieri chitarrista di Vasco Rossi, Ricky Portera famoso chitarrista degli Stadio e Lucio Dalla, Patrizia Di Malta del Gruppo Italiano. Noi di TPI lo abbiamo intervistato.

Flaviano, com’è nato questo progetto? E come funziona?
“L’idea è nata 5 anni fa. Sono partito da Catania, ho pensato di fare una cosa che altri non avevano fatto e cioè portare l’arte della batteria ovunque. Realizzare delle tappe ovunque e allo stesso tempo raccontare la bellezza dei luoghi del nostro Paese. Quindi prima della Sicilia e poi dell’Italia in generale. Per ogni tappa realizzo alcuni video che poi vengono postati sulle varie pagine social. Oltre al video pubblico dei post in cui spiego la storia, le leggende, gli aneddoti che riguardano il posto che in quel momento fa da cornice alla mia esibizione. È un modo per raccontare anche la bellezza e l’arte del nostro Paese”.

È un progetto dal valore anche sociale, non solo artistico quindi…
“Sì, esatto. Oltre all’aspetto artistico e culturale, tratto anche l’aspetto sociale difatti organizzo anche delle tappe in quartieri difficili dove spesso è la delinquenza a conquistare le pagine dei giornali, cercando di avvicinare i giovani all’arte perché sono del parere che la musica possa salvare talvolta anche una vita e lo studio della musica fornisce quella disciplina che serve nella vita a non prendere vie sbagliate. L’ho fatto in tante città”.

E come è stata accolta la tua esibizione? Ha avuto un riscontro positivo?
“Sì, molto. Una volta per esempio ho fatto una tappa nella famosa pescheria di Catania, il mercato storico del pesce. Dove nessuno aveva mai visto suonare una batteria, difatti non è un luogo dove suonare la batteria. E devo dire che è stata una delle tappe più belle, c’è stata molta partecipazione, la gente abbandonava la propria postazione di lavoro per farmi gli applausi, alcuni ragazzi mi chiedevano informazioni sulle lezioni di batteria. La richiesta arrivava da ragazzi che non ti aspetti che si possano avvicinare alla musica”.

La tua passione per la batteria come è nata?
“La batteria perché mio padre da giovane faceva il batterista. Sono nato in una famiglia di musicisti e avevo la batteria già a casa da piccolo. Ce l’avevo lì ed era il mio giocattolo, da piccolo ho iniziato a giocare con questo strumento e poi è diventato il mio lavoro”.

Progetti in cantiere per il futuro?
“L’estate la passerò in Sicilia, quindi le prossime tappe le farò nella mia isola. Dopo la Sicilia penso all’estero. A Parigi tra non molto. Ma il mio sogno è quello di potermi esibire a Mosca”.

La tappa più suggestiva?
“Quella al Colosseo sicuramente. È stata una tappa particolare perché ho suonato con delle spazzole, le ho utilizzate su un tronco tagliato di un albero. Non avevo la batteria e ho improvvisato. Il video poi è stato pubblicato dalla community di batteristi più famosi al mondo”.

flaviano colosseo

 

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