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Manuel Agnelli: “I Maneskin? Li ho spinti io verso il rock. La nostra esibizione a Sanremo ha cambiato la gara”

Immagine di copertina
Credit: screenshot Raiplay

Manuel Agnelli: “I Maneskin? Li ho spinti io verso il rock”

Ospite del podcast Passa dal BSMT, dove ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti la sua vita professionale e privata, Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours nonché giudice di X Factor, ha anche parlato dei Maneskin, la rock band lanciata proprio da lui nel talent show.

“In realtà i Maneskin all’inizio sono arrivati che facevano reggaeton, parliamoci chiaro, con le camicie a fiori e i cappellini a larga falda. All’inizio col cavolo che avevano quella direzione lì, diciamo che li ho spinti tanto io a suonare chitarristicamente in maniera più aggressiva” ha dichiarato il cantante.

E ancora: “E soprattutto li ho difesi dai tentativi di lisciarsi e ammorbidirli. Io vedevo chiaramente in Damiano, anche negli altri, un talento pazzesco nell’essere così arrogante. In lui ho visto subito un front man rock, anche se lui non è rock, a lui piace il pop, moltissimo. Li ho spinti molto verso quel tipo di repertorio, quelle sonorità. Poi in molti si dimenticano che anche a Sanremo abbiamo fatto un duetto che penso abbia cambiato le sorti della gara”.

Manuel Agnelli, quindi, spiega perché la sua presenza sul palco dell’Ariston è stata determinante: “Sì, questa volta faccio parlare i numeri: erano 18esimi il giorno prima e primi il giorno dopo. Qualcosa ha contato, sicuramente. Il loro successo non era prevedibile, loro hanno fatto delle cose eccezionali. Il grande talento dei Maneskin è stato quello di rimanere loro stessi a livello di energia e non piegarsi a delle logiche, ma piegarle alla loro energia e quando riesce è potentissima. Loro hanno vinto Sanremo con un pezzo durissimo e hanno vinto l’Eurovision con lo stesso pezzo duro in italiano. Una cosa straordinaria. Poi lascia perdere quello che è successo dopo, i Maneskin sono un gruppo mainstream e secondo me sono un po’ un’occasione persa per l’Italia”.

Il cantante, quindi, conclude: “Qui pensiamo sempre prima a cercare il pelo nell’uovo e a rompere i co**ioni per capire se sono rock o no, non riusciamo a capire che per una volta abbiamo un gruppo che è riuscito a rivoluzionare l’export della discografia in Italia e secondo me potevano fare scuola. Non si è sfruttato il fenomeno Maneskin come si sarebbe potuto fare, almeno non in Italia. Loro sono il primo caso in Italia, dopo tantissimi anni, in cui si esporta in maniera così potente”.

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