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Esclusivo – Khaby Lame a TPI: “Salvini mi segue su TikTok. Ma io sogno un film con Zalone”

A 21 anni è la nuova star mondiale dei social: "Zuckerberg mi ha scritto in privato per farmi i complimenti. Sono nato in Senegal ma sono cresciuto nelle case popolari di Chivasso, i miei genitori vivono ancora lì. Facevo l'operaio, mi hanno licenziato: così ho iniziato a pubblicare video su TikTok e in quattro mesi sono arrivato a quasi 65 milioni di follower. In autunno andrò in America per un lavoro col mio idolo Will Smith, ma prima devo imparare l'inglese. Anche se non ho la cittadinanza, mi sento italiano. Un selfie con Salvini? Non glielo chiederei. Il mio sogno? Un film con Checco Zalone"

Giorgio Galimberti fotografo

“Guarda, oggi ha iniziato a seguirmi Salvini!”. Khaby Lame, nato in Senegal e cresciuto a Chivasso, 21 anni compiuti il 9 marzo, 18 milioni di follower su Instagram e 64 su TikTok, ride molto durante l’ora e mezza di domande a cui risponde con gentilezza ma anche una partecipazione spesso distratta, come se il suo invidiatissimo successo sui social fosse un accessorio di cui gli importa il giusto.

Khaby, il tuo primo video su TikTok cos’era?
“Un tutorial ironico su come mettere l’Amuchina. Era marzo 2020, ci avevano appena chiusi in casa per il lockdown e mi sono detto: ‘Mi metto su TikTok'”.

Come mai non ti eri ancora iscritto?
“Mi sembrava un posto pieno solo di balletti, di cazzate. Un anno dopo, a marzo del 2021, avevo 2 milioni di follower. Da marzo 2021 a oggi, quindi in due mesi, 62 milioni”.

La svolta quale è stata?
“C’era questo video assurdo di una ragazza che non riusciva a togliere uno zaino legato a un palo (questo tipo di video si chiama life hack’ ndr). Io ho fatto lo stesso video mostrando (ironicamente) che toglierlo dal palo era molto semplice. E lì ho capito che quel tipo di video/parodia poteva funzionare. Con quello dello zaino ho fatto 50 milioni di visualizzazioni, con quello dopo 100 milioni”.

Hai delle persone che ti aiutano a idearli?
“No, li penso da me. Poi certo, ora i fan che mi seguono mi mandano i video con persone che fanno cose strampalate e mi danno molte idee”.

I tuoi genitori cosa fanno?
“Mio padre è in cassa integrazione da anni, mia mamma è casalinga”.
E tu cosa facevi prima di questo successo?
“Io facevo il controllo numerico in una fabbrica di filtri ad aria a Chivasso. Avevo frequentato la scuola d’arte e dei mestieri, specializzato in tornio e presa. Ma ho anche lavorato per Amazon e fatto quello che capitava”.

Dove sei nato?
“A Mbackè, in Senegal, e quando avevo un anno sono venuto qui in Italia con la famiglia. In Senegal ci sono tornato un mese, sei anni fa”.
Ti piace Chivasso?
“Tanto. Sono cresciuto nelle case popolari e nonostante quello che molta gente pensa sono belle, io sono felice di essere cresciuto lì, ho avuto tutto. Era pieno di ragazzini come me, ognuno coi suoi problemi, certo, ma eravamo tanti amici in un cortile, in un posto dove non ho mai avuto problemi di razzismo perché eravamo calabresi, siciliani, marocchini, napoletani, albanesi, tutti uguali. Ci siamo sempre aiutati tra di noi, c’è stato un legame speciale”.

Se non fossi cresciuto lì?
“Non avrei capito il valore delle cose. Oggi, che magari ho tanto, non sono comunque viziato”.
Che ti dicono i tuoi amici?
“Sono tutti orgogliosi di me e io li aiuterò appena posso”.
In che modo?
“Magari, se va tutto bene, ne prendo qualcuno a lavorare con me”.
Hai fatto regali?
“Sì, i brand mi regalano un sacco di cose… scarpe, vestiti… io apro gli scatoloni quando arrivano e li invito a scegliersi quello che vogliono”.

Cosa sognavi di diventare da bambino?
“Il comico. Guardavo Il principe di Bel-Air con Will Smith, i film di Checco Zalone, di Eddy Murphy e facevo già il pagliaccio con gli amici. A me piace far ridere le persone. Però voglio dire che la vita dell’operaio, pure se non dovessi riuscire a diventare un attore comico, non mi dispiace”.

Quando hai smesso di fare l’operaio?
“Durante il lockdown, ma perché mi hanno licenziato. Non bisognerebbe dirlo per la tragedia che abbiamo vissuto, ma alla fine per me è stata una cosa positiva perché in casa ho capito cosa mi piaceva fare”.
I tuoi genitori però si saranno preoccupati.
“Mi dicevano: ‘Ma perché non mandi curriculum anziché fare video?'”.

Ora quando vedono i tuoi video che dicono?
“Soprattutto mio padre, non lo avrei mai detto, si spacca. Lui è uno che non guardava queste cose, è molto ‘militare’ come modi”.
Ti controlla?
“Sì, è un secondo manager”.
Cosa ti dice di non fare?
“Io sono musulmano, mi dice di non cambiare, di ricordare le mie origini”.

Niente alcol, dunque.
“No, ma non mi piace neppure l’odore, non mi pesa. E non fumo”.
Donne?
“Neanche, sono un po’ nerd, sempre stato molto al computer, non sono mai stato troppo dietro alle ragazze, ora poi sono fidanzato e fedele”.

I tuoi genitori quando sei esploso sul web che ti hanno detto?
“Secondo me non hanno capito molto cosa è successo e nemmeno io a dire il vero” (ride).
Se ti chiedono che lavoro fai?
“Difficile da spiegare, sono un tiktoker, ma ora devo lavorare su molte cose”.

La tua crescita sui social è impressionante.
“Sai che volevo festeggiare il raggiungimento di una certa cifra di follower con dei palloncini coi numeri e ogni volta che andavo a comprarli, poi dovevo ricomprarne dei nuovi perché avevo già superato la cifra che volevo festeggiare? Steart, quando mi faceva la grafica dei numeri coi Simpson, doveva rifarla appena la finiva perché quando la terminava erano il doppio” (io l’ho intervistato 4 giorni fa, aveva 62 milioni di follower su TikTok, oggi ne ha 64 milioni).

Di che crescita parliamo?
“Il 15 aprile ero a mezzo milione di follower su Instagram. Ora 18 milioni”.
Come te lo sei spiegato?
Interviene Alessandro Riggio, il suo manager: “Ha creato un nuovo content, poi arriviamo dal periodo ‘Lives Matter’, che rappresenta un cambiamento politico importante. E aggiungiamo che lui ha una mimica facciale incredibile. Ci sono molti ragazzi che mi scrivono ‘Ho realizzato anche io il video che ha fatto Khaby ma non ridono, perché?’. È la sua faccia che funziona, neppure Mr Bean fa ridere quanto lui. Neymar l’altro giorno lo ha visto in videochiamata e piangeva dalle risate per le smorfie che faceva Khaby. Poi, sai, nei video lui appunto non parla, i suoi contenuti sono internazionali”.

Potrebbe farli parlando in inglese.
Interviene Khaby: “Non parlo inglese! Ma ora mi metto a imparare”.
Quante proposte hai ricevuto?
“Tante. Mi hanno proposto di fare l’allenatore dell’Uganda in un film, poi mi ha cercato Netflix, mi hanno invitato in America… Mi hanno scritto tante persone famose… Devo raggiungere Marcelo, il giocatore del Real, che vuole fare un video…”.

Per chi ti sei emozionato?
“Mi tremavano le mani per Alex Del Piero”.
Se ti scrivesse la Kardashian?
“Preferisco Del Piero, quando me lo sono trovato davanti al ristorante è stata una sorpresa incredibile. L’ha organizzata il mio manager, poi abbiamo fatto anche un video insieme. Ora lui mi chiama nipote, io zio”.

Cosa farai quindi come prima cosa, tra le tante che ti hanno proposto?
“Un video con Will Smith, in autunno dovrei andare in America”.
La notte riesci a dormire tranquillo o pensi a quello che ti sta accadendo?
“Dormo tranquillo e comunque mi ammazzo di anime fino alle sei del mattino”.

Giorgio Galimberti fotografo

Mi dici qualcosa della tua fidanzata?
“Si chiama Zaira, ha 18 anni e stiamo insieme da otto mesi”.
Come l’hai conosciuta?
“Le ho risposto a una storia su Instragram”.

Il primo appuntamento dove?
“Al McDonald’s a Chivasso. Abbiamo mangiato il pollo sulle scale perché non ci si poteva ancora sedere per il Coronavirus…”.
Poi l’hai invitata in qualche bel posto?
“Ora la porto a mangiare in posti come si deve, ogni tanto. Ma anche al McDonald’s eh”.

È la prima fidanzata seria?
“No, cioè…aspetta… forse…”.
Se ci devi pensare, mi sa di sì.
“Sì infatti!” (ride).

Hai paura di essere usato da qualcuno, ora che sei famoso?
“No perché ho il pitbull, il mio manager Alessandro”.

(Mi rivolgo ad Alessandro).
Dite no a molte cose?

“A quasi tutto, sono della scuola americana, poche cose ma fatte bene”.
Cosa può sbagliare un ragazzo con quasi 100 milioni di follower?
“A 20 anni può sbagliare anche a farsi un selfie con la persona sbagliata. O a farsi ammaliare da una proposta da 50.000 euro, che sembrano tantissimi, ma che guardando i suoi numeri non sono nulla. Poi, come dicevamo, deve imparare l’inglese subito. Lui ha qualche difficoltà in più perché è dislessico. Deve fare interviste con Washington Post, New York Times, Daily Mail…” (nel frattempo Khaby mi prende il telefono e inizia a suggerire titoli di anime che gli piacciono a mio figlio, appassionato come lui…).

Dove è più seguito Khaby?
“America, Brasile, Russia, Italia… è molto amato ovunque e molti adulti lo conoscono perché lo conoscono i figli. L’altra sera eravamo al ristorante qui a Milano e non ci facevano mangiare, c’erano tantissimi adulti che chiedevano la foto per i figli…”.

Guadagni?
“Ti dico subito che 50 milioni di follower non sono 50 milioni di euro e, se totalizzi 70 milioni di follower in 45 giorni, non diventi milionario. Adesso Khaby ha fatto sponsorizzazioni con Barilla, ma siamo ancora agli inizi”.
Come e quanto monetizza?
“La monetizzazione per Khaby arriva dai contenuti di TikTok, dove lui guadagna sull’engagement. Molti pensano che si monetizzi soprattutto dalle views, invece si monetizza di più se il video prende tot like, commenti condivisioni eccetera… Il guadagno viene dall’engagement generalizzato. Lo sharing, i commenti e i like contano più delle visualizzazioni. Inoltre il conteggio è basato sulle 24 ore, non sul cumulo dei numeri degli altri giorni. Guadagni sui 20 milioni di views in 24 ore, non sui 200 in due mesi”.

E poi ci sono i brand.
“Certo, che ci contattano. Ma ora se parla di marchi lo fa ancora per piacere, perché gli piccono le cose che gli regalano. Ha numeri superiori a Ronaldo, è il numero uno al mondo per crescita organica”.

Diventerà il tiktoker numero 1.
“Prevediamo entro un anno. Al momento la numero 1 è Charli D’Amelio, che ha 116 milioni di follower. La sorella di Charli, Dixie, Khaby l’ha già l’ha superata e lei ora lo segue”.

Giorgio Galimberti fotografo

(Torno a parlare con Khaby, che sembra disinteressato all’aspetto più materiale del suo successo e continua a messaggiarsi con amici e fidanzata).
Sei felice?
“Sì, ma io lo ero già prima, sono sempre stato felice, non è che adesso essere il primo e le classifiche mi cambiano. Io vivo come se fossi ottantesimo, io mi diverto a fare video”.

Però la tranquillità economica conta.
“Certo! Sono più tranquillo, più sicuro, so come andrà a finire il futuro economico per la mia famiglia, però i soldi e la fama non fanno la felicità. Si dice sempre, lo so, ma è vero”.

Hai fratelli e sorelle?
“Ho 4 fratelli maschi”.
Tifano per te?
“Tutti!”.

Vivi ancora con i tuoi nelle case popolari?
“Sì, ma ormai sono spesso a Milano, mi spiace vederli così poco”.
Cambierete casa?
“Forse si avvicineranno a me, sì. Ma non a Milano, è troppo stressante. Magari a Gallarate, o Varese, che mi piace molto”.

Sei fiero di aiutarli?
“Moltissimo, ma io li aiutavo anche quando lavoravo per Amazon. Non ho neppure la macchina, non ho la patente. Non ho mai pensato solo a me, ma sempre alla famiglia”.
Hai hater?
“No. Me li aspettavo e invece per ora no”.

In Italia si parla di te come l’italiano più famoso nel mondo, a livello di numeri sui social.
“E non ho la cittadinanza italiana. Ma tanto, sai, anche se non mi danno la carta io mi sento italiano lo stesso. Ho vissuto qui, ho fatto scuola qui… e per la verità mi sento anche senegalese. Sono le mie origini”.

In Senegal parlano di te?
“Sì, sono nei tg e sui giornali senegalesi quasi tutti i giorni!”.
I politici senegalesi ti hanno cercato?
“Sì, volevano fare cose con me per propaganda, sai sono ‘il fenomeno senegalese che sta facendo successo in Italia!”.

Dove ti immagini in futuro?
“Vorrei fare un film con Checco Zalone. ‘Tolo tolo’ era bellissimo, lui è diverso dagli altri comici, fa cose più mature”.
Il primo italiano famoso sui social prima di te per dei video (su YouTube) è stato Favij. Anche lui delle tue parti, Torino. 
“È vero! Lo seguivo, mi piaceva vederlo quando giocava coi suoi cappelli strani, tutti lo seguivamo alla mia età”.

Il like di Zuckerberg è stata una bella soddisfazione.
“Ero emozionato, sì, mi ha anche risposto in privato. Mi ha scritto ‘Bel lavoro, bravo!'”.
Poi, chi ti segue?
“Guarda! Salvini mi segue da oggi!” (ride).

Tu lo segui?
“No che non lo seguo”.
Perché?
“Non è uno con cui mi farei una foto, col figlio magari sì”.
Gli rifiuteresti una foto?
“No, la farei, ma magari non gliela chiedo io, ecco”.

Cosa farai per il tuo prossimo compleanno?
“Vorrei tanto andare in Giappone, indossare un kimono e, visto che sono nato il 9 marzo, vedere la fioritura dei ciliegi. Che sogno, non ci posso pensare! A proposito, per il suo compleanno a tuo figlio devi regalare una delle katane di Zoro, te lo dico io, che così non sbagli, fidati!”.

PS: dall’inizio alla fine dell’intervista Khaby ha guadagnato almeno 200.000 follower. E lui, davvero, sembra pensare ad altro. Per esempio a come fare felici gli altri. Che meraviglia.

Giorgio Galimberti fotografo

Leggi anche: Khaby Lame supera anche il profilo ufficiale di TikTok. La risposta del social: “Questa è la tua app”

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