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Jerry Calà contro il politically correct: “Negli anni 80 non si offendeva nessuno, oggi alcune scene non potremmo girarle”

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Jerry Calà contro il politically correct: “Negli anni 80 non si offendeva nessuno”

Jerry Calà ripercorre la sua carriera e parla delle differenze tra gli anni Ottanta e oggi, sottolineando come il politically correct abbia cambiato anche il modo di fare cinema.

Intervistato da La Verità, l’attore ha prima di tutto parlato del termine reso da lui iconico. La sua è sempre una vita da libidine? “Beh, mentre ci parliamo al telefono è un momento di grande libidine, per esempio. Sono in barca a vela, con amici cari, cullato dal vento e con il panorama della Costa Smeralda laggiù in fondo”.

Calà, poi, racconta il suo momento di massima libidine: “La più grande quando è nato mio figlio, un momento di apice totale. Lì la libidine era piena, colma di felicità e benessere, totalizzante davvero. Era il 2003 e io avevo 52 anni”.

Sulla lavorazione dei film che ricorda con più piacere afferma: “La lavorazione più divertente è stata senza dubbio quella del 1983, Vacanze di Natale. Cortina era tutta per noi, il gruppo di attori era molto affiatato e per così dire gaudente. Indimenticabile. Ma pure con Sapore di mare ci siamo divertiti parecchio”.

Secondo l’interprete, però, quel “sapore di mare” oggi non è più lo stesso: “Perché in quel film raccontavamo le vacanze fatte apposta per socializzare, e oggi vedo invece ragazzi fermi sulle sdraio con gli occhi fissi sul cellulare. L’altra sera notavo che a passeggiare alla sera c’erano gruppi di maschi e di femmine separati, chissà perché. Noi ci si guardava, soprattutto guardavamo le ragazze”.

Forse perché si era più leggeri: “E più liberi. Durante i miei spettacoli vedo che il pubblico desidera sempre leggerezza, desidera ridere. E però forse si ride di meno, oggi. La mia generazione faceva battute a raffica, senza pensare alle conseguenze e senza temere che si potesse offendere qualche categoria o associazione”.

Jerry Calà sottolinea che negli anni 80: “Proprio non si offendeva nessuno. Per carità, lo dico e scriviamolo: sono d’accordo che bisogna prestare maggiore attenzione. Certe esagerazioni però ce le potremmo risparmiare. C’è proprio la tendenza a esagerare. Alcune scene mi rendo conto che oggi non avremmo potuto nemmeno girarle”.

L’attore, poi, fa un esempio: “Vacanze in America, la scena sulla terrazza a New York. Salgo per una festa e si scopre che il Liveranni Ermanno non è più “lo schiantatope” dei tempi del liceo. Ecco, lo sento che ride anche lei, faceva molto ridere, ma oggi sarebbe messa all’indice quella scena lì. Eravamo spudorati, ma sempre con simpatia”.

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