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A Lina Wertmuller l’Oscar alla carriera

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 3 Giu. 2019 alle 18:57 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:53
Immagine di copertina
Lina Wertmuller

Lina Wertmuller Oscar carriera

A Lina Wertmuller la statuetta alla carriera. Ad annunciarlo è l’Academy of Motion Picture Arts & Sciences che ha comunicato che la regista e attrice italiana riceverà il prestigiosissimo riconoscimento. È la terza italiana a vincere l’Oscar alla carriera, dopo Sophia Loren ed Ennio Morricone.

Lina Wertmuller è stata la prima donna candidata agli Oscar come miglior regista nel 1977, per il film Pasqualino Settebellezze. Classe 1928, Lina nasce a Roma. Il suo nome all’anagrafe è ben più lungo e denota le sue origini nobili: Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich.

Il padre Federico è un avvocato lucano, ma i suoi avi sono nobili svizzeri. Giovanissima, Lina si avvicina al mondo dello spettacolo e a 17 anni si iscrive all’Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff.

Negli anni successivi entrerà nel mondo della televisione e della radio. Come autrice e regista partecipa alla prima edizione della trasmissione Canzonissima e a Il giornalino di Gian Burrasca, fortunatissima serie televisiva-musical, la cui protagonista era una Rita Pavone in versione maschiaccio.

Poi arriva la volta del grande schermo. Lina Wertmuller scrive e dirige Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” (1973), Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974), Pasqualino Settebellezze (1976), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978).

Con quel Pasqualino Settebellezze del 1976 Lina Wertmuller si guadagna la fama dall’altra parte del mondo e, soprattutto, la candidatura ambitissima agli Oscar come miglior regista nel 1977. Nel 1983 si dedica al racconto degli anni di piombo con Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada.

C’è spazio anche per il teatro nella vita di Wertmuller: nel 1968 è la volta di Due più due non fa più quattro, poi arriva Fratello sole, sorella luna nel 1971 a L’esibizionista (1994), ma anche Gino, Ginetta e gli altri a Lasciami andare madre.

Nel 1992 dirige Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio. Nel 2001 Lina Wertmuller torna con la serie televisiva Francesca e Nunziata. Nl 2010 vince il premio ambitissimo del David di Donatello alla carriera e nel 2013 recita un cameo nel film Benvenuto Presidente!, di Riccardo Milani, nel ruolo di membro dei poteri forti.

Insieme a Wertmuller saranno premiati anche David Lynch, Wes Studi e Green Davis.