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Bob Iger di Disney replica alle critiche di Martin Scorsese sui film Marvel

Dopo settimane di critiche, la parola all'amministratore delegato della Disney

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 4 Nov. 2019 alle 20:20 Aggiornato il 4 Nov. 2019 alle 20:21
Immagine di copertina

Disney contro Martin Scorsese: Bob Iger si riscatta dopo le critiche ai film Marvel

Piovono critiche anche dalla Disney. Il presidente e amministratore delegato della grande casa di produzione, Bob Iger, ha risposto alle affermazioni di Martin Scorsese il quale ha aspramente criticato i film Marvel.

Il celebre regista, tornato in sala con The Irishman, avrebbe paragonato i film dei supereroi Marvel a un parco giochi e l’amministratore delegato della Disney ha deciso di ribattere alle provocazioni. “È un grande regista, ma temo che non ne abbia mai visto uno”, ha detto Iger in una intervista alla Bbc ripresa da Hollywood Reporter.

“Sono pronto a discutere con lui. Marvel fa film come Scorsese e sono buoni film: buoni registi, buoni sceneggiatori, buoni attori, buona cinematografia, buoni costumi. Potrei andare avanti all’infinito. E gli spettatori dopo due ore escono dal cinema sentendosi felici, sentendosi meglio con se stessi”, ha detto il boss della Disney.

Bog Iger della Disney difende i film Marvel

“Credo che Martin non abbia mai visto un film Marvel. Chiunque abbia visto un film Marvel non potrebbe fare quelle dichiarazioni in tutta sincerità”, ha aggiunto Iger. Qualche giorno fa Scorsese aveva lanciato la polemica e dopo di lui si erano detti del suo stesso parere altri “grandi vecchi” del mondo del cinema come Francis Ford Coppola e Ken Loach; quest’ultimo aveva parlato dei film marvel come “un cinico esercizio delle corporation per far profitti e che non ha nulla a che fare con il cinema”.

“Non li guardo. Ci ho provato, sia chiaro, ma per quanto mi riguarda non si tratta di cinema”, aveva detto il regista di “The Irishman” a proposito dei film Marvel e dei supereroi in generale: “Onestamente, nonostante siano fatti bene e tutto l’impegno possibile da parte degli attori, quei film sono una specie di parco-giochi. Non stiamo parlando certo di cinema, dove delle persone cercano di trasmettere delle emozioni ad altre persone”.