Escherichia coli, divieto di balneazione a Rimini, Riccione e Cattolica a causa del batterio

Di Laura Melissari
Pubblicato il 30 Lug. 2019 alle 19:48 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:08
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Immagine di copertina

Escherichia coli, divieto di balneazione a Rimini, Riccione e Cattolica a causa del pericoloso batterio

Divieto di balneazione nelle acque di Rimini, Riccione e Cattolica, dove si sono registrati livelli di batteri oltre la soglia. I parametri dell’escherichia coli e dell’enterococco sono stati superati, come emerge dai controlli dell’Arpa. Sarà dunque temporaneamente vietato bagnarsi in 13 località del litorale nei pressi di Rimini, in 2 a Riccione e due a Cattolica.

Il divieto di balneazione a Rimini, Riccione e Cattolica è scattato oggi, 30 luglio 2019.

I marinai di salvataggio hanno issato le bandiere bianche e rosse per indicare il divieto.

Il divieto riguarda anche altre località: Lido di Volano (Ferrara), Savignano, un punto della costa a Cesenatico e uno San Mauro, nella provincia di Forlì-Cesena.

“Una prima lettura delle analisi a 24 ore dall’allestimento ha permesso di evidenziare in data odierna il superamento dei limiti normativi in 18 acque di balneazione”, hanno spiegato gli esperti Arpae.

“Abbiamo eseguito il campionamento programmato ieri, su 95 punti della costa emiliano-romagnola, come da calendario predefinito – ha spiegato la Carla Rita Ferrari, responsabile per Arpae della struttura oceanografica Daphne – i risultati delle analisi hanno mostrato uno sforamento dei limiti di legge di escherichia coli ed enterococchi, quindi una volta informati, i Comuni interessati hanno provveduto ad emanare un’ordinanza di divieto di balneazione temporanea. Oggi c’è stata un’ulteriore campionatura, domani ci saranno i nuovi dati e se i livelli saranno scesi, la balneazione verrà ripristinata”.

Il 29 luglio era già presente il divieto di balneazione in gran parte del litorale riminese a causa dell’apertura degli scarichi a mare delle acque fognarie dovuta alle piogge persistenti di domenica.

Le analisi saranno ripetute domani, e se i livelli dei batteri rientreranno entro i limiti consentiti, allora il divieto di balneazione sarà revocato

Immediate le proteste dei bagnini: “Non è accaduto nulla, l’acqua è super balneabile”, dice il presidente della cooperativa dei bagnini Rimini-Sud, Mauro Vanni.

“Il problema c’è stato sabato, domenica e lunedì fino alle 16 – spiega – a causa delle piogge, gli scarichi a mare sono stati aperti e quindi per legge c’è stato il divieto di balneazione per le 16 ore successive. L’Arpae ha fatto i prelievi proprio durante il divieto e quindi è ovvio che i risultati abbiano mostrato livelli di batteri oltre la norma. Se avessero aspettato, con la possibilità di deroga che hanno, non ci sarebbe stato nessun divieto”.

Una mera questione “burocratica”, secondo i titolari degli stabilimenti balneari. “Aspetteremo altre 24 ore, ma oggi il mare è stupendo”, spiegano.

“Fra due anni saremo l’unica località turistica al mondo senza scarichi in mare. Il problema l’abbiamo affrontato, il depuratore è capiente e in funzione e ora si stanno ultimando i collettori. Il nostro lavoro è stato riconosciuto dall’Unesco”, spiegano.

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