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La foresta amazzonica ha perso 739 chilometri quadrati in un solo mese: ecco l’effetto Bolsonaro

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 16 Giu. 2019 alle 15:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:17
Immagine di copertina

Deforestazione Amazzonia Bolsonaro | La deforestazione dell’Amazzonia – la foresta pluviale più grande al mondo – cresce a ritmi record sotto il governo Bolsonaro: i dati satellitari forniti dall’INPE, l’Agenzia di ricerca spaziale brasiliana, registrano 739 chilometri quadrati di foresta pluviale persa durante il mese di maggio 2019 (il dato peggivore negli ultimi 10 anni) – equivalenti a due campi da calcio al minuto – in netto aumento rispetto ai 550 chilometri quadrati disboscati nello stesso periodo del 2018 e oltre il doppio la superficie persa nel 2017.

L’allarme lanciato dall’INPE è stato immediatamente contestato dal ministro dell’Ambiente Ricardo Salles che ha proposto di sostituire il monitoraggio dell’Agenzia spaziale brasiliana, ritenuto manipolabile, con un servizio satellitare privato ad alta risoluzione capace di fotografare in tempo reale la situazione nella foresta amazzonica.

Effetto Bolsonaro? Forse. Anche se i dati relativi a un solo mese non sono sufficienti a confermare tendenze a lungo termine, possono fornire informazioni sulla situazione attuale, alla vigilia dell’avvio della stagione secca, quando ha luogo il maggior numero di incendi.

Altri potrebbero essere i fattori che hanno contribuito all’aumento della deforestazione. I primi mesi del 2019 sono stati nuvolosi e piovosi e ciò può aver reso più difficile il monitoraggio satellitare. Inoltre, il maltempo potrebbe aver spinto i taglialegna e gli agricoltori a ritardato le potature fino a maggio. Ma tutto questo non basta a giustificare una simile perdita.

Da quando l’estrema destra di Bolsonaro è salita al potere a gennaio, è stato indebolito il ministero dell’ambiente, sono state ridotti anche i controlli sullo sfruttamento economico dell’Amazzonia, sono stati favoriti gli interessi minerari e agricoli, è stato dato il via libera a numerosi pesticidi e sono stati limitati i diritti delle popolazioni indigene a favore degli interessi delle multinazionali.

Ma non solo. Il figlio maggiore di Bolsonaro, Flavio, senatore, ha recentemente proposto una riforma del codice forestale che eliminerebbe l’obbligo degli agricoltori dell’Amazzonia di mantenere la copertura forestale pari al 50-80 per cento delle loro proprietà. Questa misura, qualora fosse approvata, regalerebbe alle industrie estrattive un’area più grande dell’Iran.

Deforestazione Amazzonia Bolsonaro | Stiamo distruggendo la Foresta amazzonica, e queste foto lo dimostrano